NOVARA – Alessandro Canelli indossa l’elmetto e sposa la linea dura della Lega. Il sindaco di Novara ha scelto di schierarsi apertamente al fianco del segretario Matteo Salvini e dell’onorevole Eugenio Zoffili per sostenere la risoluzione, in discussione alla Camera dei deputati, che punta ad estendere l’operazione Strade Sicure.
L’obiettivo dichiarato è portare a 10 mila i militari impegnati nel presidio di piazze, stazioni e zone calde, inserendo Novara tra i 61 capoluoghi di provincia attualmente scoperti dal presidio armato. Una scelta strategica che risponde alle dinamiche interne al Carroccio, dove Salvini tenta di occupare spazio politico per frenare l’ascesa dell’effetto Vannacci, ma che rischia di trasformarsi in un boomerang politico per il primo cittadino novarese.
La svolta del sindaco tra stazioni, sicurezza ed università
Canelli parla in una nota diffusa dall’ufficio stampa nazionale della Lega.
Per il primo cittadino la sicurezza a Novara è un’urgenza prioritaria per garantire la tranquillità di residenti, lavoratori e delle migliaia di studenti che frequentano l’ateneo novarese.
Un’inversione di rotta evidente rispetto alla narrazione tenuta fino a poco tempo fa, quando Palazzo Cabrino tendeva a ridimensionare gli episodi di microcriminalità parlando prevalentemente di insicurezza percepita anziché reale.
Anche il linguaggio nella dichiarazione attribuita a Canelli è un inedito rispetto al solito. Il primo cittadino usa espressioni come «riportare ordine laddove esistono bande di criminali e delinquenti che pensano di poter aggirare le leggi dello Stato, situazioni assolutamente intollerabili da estinguere quanto prima possibile»
Fonzo (Pd) : la Novara di Canelli sembra «Chicago degli anni Venti»
Più di un osservatore ha notato questa svolta che posiziona Canelli lontanissimo dalla sua abituale “confort zone” un po’ democristiana.
E lo hanno notato le opposizioni in consiglio comunale, che commentano con Malpensa24 le inattese dichiarazioni del primo cittadino.
L’affondo più duro arriva dal Partito Democratico con il capogruppo Nicola Fonzo, che ironizza pesantemente sulle dichiarazioni del primo cittadino e sul suo allineamento ai vertici del Carroccio.
Fonzo si chiede dove sia stato Canelli in questi undici anni di amministrazione per evitare che Novara, si trasformasse in quella che nella sua descrizione sembra una Chicago degli anni Venti, e critica anche il «bizzarro nesso» stabilito tra la presenza dei militari e il fatto che la città sia sede universitaria.
Il capogruppo dem evidenzia come fino a poche settimane fa il sindaco si affannasse a definire la violenza come un’eccezione e l’insicurezza come mera percezione, e ricorda che giace da mesi in Consiglio un pacchetto organico di proposte sulla sicurezza presentate dalle opposizioni.
Sulla stessa linea d’attacco si attesta anche il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Mario Iacopino sottolinea come l’impiego dei militari rischi di rivelarsi un ennesimo annuncio periodico e una misura spot priva di una vera strategia di sicurezza urbana, insistendo sulla necessità di potenziare l’organico della Polizia Locale, reintrodurre l’agente di prossimità e riqualificare le aree degradate con illuminazione ed eventi culturali.
L’attacco dalla destra: «Solo una mossa da campagna elettorale»
A complicare il quadro per la giunta si aggiungono le critiche giunte dall’area di destra di Futuro Nazionale-Alleanza Novarese. Il consigliere Mauro Gigantino liquida l’iniziativa leghista come una semplice mossa propagandistica di fine mandato.
Gigantino fa notare di aver richiesto per quattro anni al sindaco l’intervento dell’esercito proprio per il presidio della stazione, ricevendo sempre come risposta che il Prefetto non fosse d’accordo.
La battaglia sul presidio del territorio a Novara è ormai entrata nel vivo della competizione politica, e si annuncia come uno dei temi forti dell’imminente campagna elettorale
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