Busto co-capoluogo di provincia, c’è la mozione. La firma tutto il centrodestra

Simone Orsi (Lega) con la mozione su Busto co-capoluogo

BUSTO ARSIZIO – Co-capoluogo, atto primo. L’iter per trasformare Busto Arsizio nel co-capoluogo della provincia di Varese prende il via con una mozione in consiglio comunale. L’ha depositata stamattina, 18 settembre, al protocollo di palazzo Gilardoni il capogruppo della Lega Simone Orsi, autore della proposta insieme all’ex ministro Francesco Speroni. Ma con la sua firma ci sono quelle di tutti i capigruppo della maggioranza di centrodestra.

La mozione

Lega (Simone Orsi), Fratelli d’Italia (Paolo Geminiani), Forza Italia (Marco Lanza) e Lista Antonelli (Alex Gorletta), tutti insieme per concretizzare il sogno di Busto Arsizio co-capoluogo di provincia. La mozione impegna il sindaco e la giunta ad attivare canali di interlocuzione nelle sedi istituzionali competenti al fine di promuovere le opportune iniziative legislative per giungere alla definizione di Busto Arsizio quale città sede di capoluogo di Provincia, congiuntamente con il Comune di Varese. La spinta del consiglio comunale servirà dunque a sostenere la proposta di legge che, dagli accordi presi finora, dovrebbe essere messa nero su bianco a Montecitorio dalla deputata bustocca Manuela Maffioli.

Favorevoli e contrari?

Il documento è atteso in sala esagonale nella prima seduta utile, quella del 29 settembre, ma verrà discusso già nella riunione della commissione bilancio-affari generali convocata dal presidente Orsi per il prossimo mercoledì 23 settembre. Con il centrodestra compatto, la mozione dovrebbe essere approvata agevolmente. Da verificare ancora come si comporterà l’opposizione: quando l’idea fu avanzata in estate dai leghisti Orsi e Speroni, il PD espresse forti perplessità per voce del segretario Paolo Pedotti.

Non c’è solo Busto

Ma l’ipotesi non tocca solo Busto Arsizio: anche Sanremo, in provincia di Imperia, e Civitanova Marche, in provincia di Macerata, confidano nella proposta di legge “made in Busto” per accarezzare il sogno di diventare co-capoluoghi. Verosimilmente la stessa mozione dovrebbe essere presentata nelle rispettive assemblee civiche anche da questi Comuni, che hanno concordato in estate con Busto una battaglia comune per centrare l’ambizioso obiettivo. Ma con i tempi stretti di una legislatura parlamentare che si avvia a scadenza entro un anno, sarà difficile vedere l’iter completarsi. Meglio correre.

«Busto co-capoluogo, non è propaganda ma un obiettivo alla portata»

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