BUSTO ARSIZIO – Cosa succede all’Istituto Verri di Busto Arsizio? Il passo indietro della preside Barbara Pellegatta, che si è messa in aspettativa senza retribuzione dopo le contestazioni ricevute (persino un volantino anonimo in rima con l’invito a “cambiare lavoro”), suscita una durissima presa di posizione da parte di ANP, l’Associazione Nazionale Presidi, che in una nota firmata dal presidente nazionale Matteo Loria denuncia con parole estremamente pesanti il “sistema Verri”. Si parla apertamente di «intimidazioni», di «vuoto attorno» alla dirigente e persino di «inganni e trappole, col solo fine di screditarla e di sottoporla ad un palese linciaggio fatto di tazebao e volantini, vigliaccamente anonimi».
La situazione
Un clima che ha portato la prof. Pellegatta alle dimissioni: «purtroppo in Istituto non ho trovato le condizioni per aiutarvi come avrei voluto» ha scritto a docenti, genitori e studenti. Seguita dalla vicepreside e dal presidente del consiglio d’istituto, con la reggenza affidata fino al 31 agosto al prof. Felice Cimmino, che aveva già rimpiazzato la preside Laura Maineri, anche lei dimissionaria, poco più di un anno fa. Nel frattempo i genitori hanno chiesto aiuto al sindaco Emanuele Antonelli, che li ha ricevuti a palazzo Gilardoni, promettendo di interessarsi alla questione. Ma le parole dell’ANP gettano una luce inquietante sulla situazione: «Siamo convinti che tutti sappiano quale sia il vero problema del “Verri”, lo sanno un po’ tutti a Busto Arsizio, lo sanno probabilmente anche in via Copelli a Varese e in via Polesine a Milano – scrive il presidente dell’associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola – siamo convinti che prima o poi qualcuno si deciderà ad alzare il coperchio della pentola».
La nota di ANP
La collega Barbara Pellegatta, dirigente dell’ISS “Verri” di Busto Arsizio, ha chiesto di essere collocata in aspettativa senza retribuzione fino alla fine dell’anno scolastico. Si conclude così una vicenda che lascia in bocca un forte sapore amaro, perché la collega ha profuso un generoso sforzo nell’assumere l’effettiva direzione di uno degli istituti più importanti e complessi della realtà bustese, sforzo che si è scontrato frontalmente dapprima con il tentativo di omologarla al sistema imperante e, di fronte alla sua indisponibilità, diretto a farle il vuoto attorno, circondandola di inganni e di trappole, col solo fine di screditarla e di sottoporla ad un palese linciaggio fatto di tazebao e volantini, vigliaccamente anonimi. La collega Pellegatta, a fronte di tutto ciò, ha resistito con animo indomito alle ricorrenti intimidazioni, nella speranza che il problema venisse alla superficie, che venisse valutato e preso in carico come sarebbe stato necessario, nell’interesse degli studenti in primo luogo, ai quali ha ritenuto che venissero sottratte tante opportunità; nell’interesse dei docenti, molti dei quali solidali con la collega, ma altrettanto oppressi dal clima interno all’istituto; nell’interesse della stessa comunità bustese.
La vicenda degli stipendi non corrisposti per lunghi mesi ai supplenti temporanei, arrivata fin sulla scrivania del Ministro, avrebbe potuto essere l’innesco di un intervento definitivo e chiarificatore, ma anche in questa occasione l’attesa è stata vana. Alla fine, e per l’ennesima volta, si è preferito che il problema non venisse alla superficie, meglio presentare il conto al terzo dirigente scolastico negli ultimi tre anni e ricorrere, anche in questo caso per l’ennesima volta, ad un reggente titolare in provincia di Milano, pure questa una strana anomalia, il quale ha provveduto a mettere le firme sugli atti che gli venivano sottoposti per poi tornarsene nel suo istituto di titolarità. Eppure siamo convinti che tutti sappiano quale sia il vero problema del “Verri”, lo sanno un po’ tutti a Busto Arsizio, lo sanno probabilmente anche in via Copelli a Varese e in via Polesine a Milano, ma ancora una volta è finita come allo schiaffo del soldato, il dirigente coraggioso si prende il manrovescio e tutti attorno fanno gli indifferenti.
Noi di ANP Lombardia, invece, non vogliamo essere indifferenti! Primo, perché la vicenda è grave e nascondere la polvere sotto al tappeto non appartiene alla nostra etica, specialmente quando a farne le spese è una collega stimata e professionalmente qualificata. Secondo, perché ci aspetteremmo un maggiore rispetto delle prerogative dirigenziali, che in alcuni istituti vengono vissuti come un peso e un ostacolo da cui liberarsi o di cui non tener conto. Terzo, perché siamo convinti che i dirigenti scolastici meritino, per la qualità e il peso del loro lavoro, molto di più di quello che l’amministrazione scolastica è abituata a riconoscere loro, soprattutto in termini di tutela, sostegno e solidarietà. Noi di ANP Lombardia, invece, riconosciamo alla collega Pellegatta di aver gestito le funzioni pubbliche a lei assegnate “con disciplina e onore”, proprio come prevede l’art. 54 della nostra Costituzione. La sua aspettativa non chiude la vicenda, qualcuno l’avrà pure interpretata come una vittoria del “sistema Verri”, ma siamo convinti che si sbagli di grosso. Perché, indipendentemente da chi sarà il prossimo destinatario dell’incarico dirigenziale presso ISS “Verri”, sarà difficile che tutto torni come prima e siamo convinti che prima o poi qualcuno si deciderà ad alzare il coperchio della pentola.
