SOMMA LOMBARDO – A giugno ha presentato al salone “San Luigi” del vecchio convento della Brunella “Nessuno”, nuova indagine condotta da don Arlocchi, e a ottobre è in programma l’uscita di altri suoi due romanzi. Ma, come ha spiegato Ernesto Masina, autore di Varese, l’incontro in programma domani, giovedì 7 settembre, alle 21 alla sala polivalente “Giovanni Paolo II” di Somma Lombardo, «più che su un libro specifico, sarà incentrata su di me: racconterò quando e perché ho cominciato a scrivere».
L’esordio con “L’orto fascista”
«Sono un vecchietto che a settantasei anni, stanco di leggere romanzi con una infinità di personaggi difficili da ricordare – ed un inizio di arteriosclerosi non aiuta – , trame complicate e finali scontati, ha deciso di tentare di scrivere il libro che gli sarebbe piaciuto leggere», ha raccontato Masina. «È nato così “L’orto fascista” che non è, né vuole essere, un romanzo storico o politico. È una tragicommedia – più commedia che a volte sfiora la pochade – che si svolge in un piccolo paese della Valcamonica nel 1943, all’atto dell’invasione tedesca in Italia. Il romanzo è stato accolto benevolmente dalla critica. Alcuni mi hanno paragonato a Piero Chiara, con mio immenso piacere in quanto da ragazzo ebbi occasione di frequentare lo scrittore varesino e stimarlo; altri al “miglior” Andrea Vitali».
Scelto per “Lo Scaffale” della Stampa
Come ha aggiunto l’autore, «i giornalisti del quotidiano “La Stampa” hanno collocato il mio scritto nel sito “Lo Scaffale” ove vengono ospitati solo i libri che non dovrebbero mancare in ogni biblioteca privata. Spinto dall’entusiasmo ho poi scritto e pubblicato “Gilberto Lunardon detto il Limena” e quindi “L’oro di Breno” che sono piaciuti altrettanto. Nel 2019, per festeggiare i miei ottantaquattro anni, ho pubblicato il giallo “Il sosia”. Non avendo nessuna esperienza in questa tipologia di romanzi temevo un fiasco, quindi è stato con grande meraviglia che ho ricevuto tante mail da persone, anche sconosciute, che si congratulavano con me e mi esortavano a continuare. Nel 2020 ho dato alle stampe “Don Arlocchi e il mistero della statua di Minerva”: ho altri due romanzi nel cassetto che spero di fare in tempo a pubblicare».
