Acqua: Alfa e Cap avanti insieme. Tutti d’accordo, tranne Busto

VARESE – Quel che vale a Busto Arsizio non vale fuori dai confini della città. E così al tavolo del Civico di Alfa, l’organo di controllo e indirizzo delle decisioni del gestore unico del servizio idrico, la linea ballerina del sindaco di Busto sorprende al punto che al momento del voto, nemmeno la Lega sostiene la posizione del primo cittadino targato Fratelli d’Italia. Spaccatura politica interna al centrodestra? Calma, parlare di naufragio della coalizione è certamente esagerato, registrare l’ennesima presa di posizione controvento di Emanuele Antonelli è cronaca. Ma andiamo con ordine.

Punto e a Cap

Nella riunione del Civico di ieri (martedì 29 gennaio) sul tavolo della discussione c’era il nuovo contratto di rete e le novità contemplate nel rapporto tra Alfa e Cap. Negli accordi in scadenza, infatti, la holding milanese ha ricoperto un ruolo operativo pesante con la mission di far crescere il patrimonio professionale di Alfa al punto da rendere il gestore dell’idrico della nostra provincia autonomo. Scelta che sollevò (e che forse non è del tutto tramontato) il dubbio che la società milanese volesse mettere radici ben più profonde nell’acqua del Varesotto.

Anche se il piano illustrato ieri durante il Civico porta a pensare a un disimpegno di Cap in ambito operativo e alla definizione di un ruolo di collaborazione (messa in rete di competenze) sui grandi temi quali l’invarianza idraulica, l’efficientamento energetico e la sostenibilità. Quadro che tutti i Comuni (anche quelli di centrodestra) che siedono nella compagine del Civico hanno votato a favore. Anzi, quasi tutti i Comuni: l’unico voto contrario – “Non si è spostato di un millimetro”, ha commentato più di un amministratore – è stato quello di Antonelli. Contrario, spiegano, a una collaborazione di Cap definita molto influente pur non facendo compagine societaria.

E’ la stessa Cap di Neutalia

A destare stupore tra i sindaci del Civico è il fatto che Cap è la medesima società che conta il 33% di azionariato in Neutalia, la società che di fatto ha salvato Accam, il termovalorizzatore di Busto, dal bagno di sangue del fallimento. Insomma si è chiesto più di un elemento del civico “per quale motivo il sindaco di Busto assume un atteggiamento diverso – favorevole in Neutalia, avverso in Alfa – nei confronti di Cap?”.

Differenti le risposte date al quesito. C’è chi ha liquidato la questione con un lapidario: “Antonelli non può venire qui a farci la lezione contraria a quella impartita nella sua città”; chi ha derubricato la posizione come “dettata, probabilmente, dallo scarso feeling tra il sindaco bustocco e il presidente di Alfa. Insomma questioni personali”; e chi non ha mancato di sottolineare un’innegabile divergenza interna al centrodestra: “E’ stato un voto trasversale, anche della Lega. Solo Fratelli d’Italia ha votato contro”. O forse anche per il fatto che Cap ha una partecipazione in Aemme Linea Ambiente (Amga), la società che gestisce la raccolta rifiuti a Gallarate e Castellanza in concorrenza con la bustocca Agesp. Insomma, la holding milanese ha più di un interesse nel Varesotto, e non solo limitato all’acqua.

Dove sta la verità? Forse tutte e quattro le posizioni ne contengono una parte. Ma quel che emerge, come ha sottolineato una quinta considerazione, è che “i dubbi del sindaco di Busto potrebbero anche essere fondati, ma al tirar del somme, fuori dai confini della sua città, non riesce a fare sistema e, spesso, resta isolato”. Per una città come Busto Arsizio che ambisce ad essere leader non è certo un dettaglio di poco conto.

Alfa e la partita politica sull’acqua: il Risiko in provincia dei colossi Cap e A2A

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