Agorà festeggia il Natale e Caianiello. E di chi lascia Forza Italia se ne infischia

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SOLBIATE ARNO – E’ la componente di maggioranza di Forza Italia, anzi, è Forza Italia in provincia di Varese: Agorà, associazione culturale che si occupa principalmente di politica. E, appunto, decide le scelte dei berlusconiani locali. I vertici e i numerosi soci si ritrovano a cena, come da tradizione in prossimità del Natale per lo scambio degli auguri e per festeggiare il compleanno di Nino Caianiello, il loro capo di stato maggiore, il riconosciuto e indiscusso mullah; località della kermesse: l’ex mensa del calzificio Carabelli di Solbiate Arno, ieri sera, sabato 15 dicembre.
Sull’appuntamento cala la notizia della “fuga” dal partito di due storici forzisti bustocchi: Donatella Fraschini e Franco Castiglioni. Notizia che potrebbe avere l’effetto di una bomba dentro il percorso già al ribasso di Forza Italia e che, invece, passa come l’acqua sul marmo. Quanto meno nelle apparenze.

Sono dimissioni annunciate

Il motivo? Lo spiega Marcello Pedroni, presidente effettivo di Agorà (Caianiello è presidente onorario): “Sono dimissioni annunciate. Lo sapevamo fin dal giorno in cui è nata Insieme e Futuro, l’associazione di Luca Marsico. L’ex consigliere regionale si è portato appresso un certo numero di scontenti, tra cui Fraschini e Castiglioni. Ora stanno diluendo le fuoriuscite, per restare sui media, per fare notizia. Altrimenti nessuno si occuperebbe più di loro”.
Caso vuole che l’annuncio della doppia decisione di lasciare il partito, i due esponenti bustocchi (sono marito e moglie) l’hanno resa pubblica proprio in concomitanza della festa di Agorà. Un caso, vero?

A maggio si vota

“Sia chiaro, al gioco del calciomercato non ci stiamo: non siamo a caccia di cadreghe” avverte subito lo stesso Caianiello per far capire che il partito di Berlusconi, quanto meno nel Varesotto, ha ben altri interessi. Tra meno di sei mesi, a fine maggio, si va al voto in una novantina di Comuni. Poi ci sono le Europee, c’è Lara  Comi da riproporre e da rieleggere. L’eurodeputata è presente alla serata. Con lei c’è l’onorevole Giusy Versace. Intervengono, sollecitano, invitano: brevi discorsi per non togliere spazio alla festa. Parla anche Angelo Palumbo, consigliere regionale che ha di fatto soffiato il posto a Marsico. Tutti caricano i presenti, tutti danno scarso peso ai sondaggi negativi: Forza Italia deve ripartire e alla grande, quanto meno qui nel Varesotto.

Emanuele Antonelli? Assente

Non c’è voglia di polemiche, né di attizzare incendi. Né con i “traditori” (“Voglio proprio vedere che fine faranno”) né, tanto meno, col sindaco di Busto Arsizio e presidente della Provincia, Emanuele Antonelli. Assente giustificato, fa sapere chi gli sta vicino. Comunque, assente. Si sa, anche se non si dice, che tra Antonelli e i capataz forzisti al momento tira una cattiva aria. C’è tensione sul modello gestionale imposto dal sindaco/presidente. Caianiello però è diplomatico, ne sottolinea l’impegno amministrativo e, soprattutto, il fatto che  Antonelli ha  scalzato da Villa Recalcati i candidati leghisti, dopo un ventennio e oltre di loro dominio.
Il brutto della politica resta fuori dalla porta. Dentro, nel grande stanzone, canta un emulo di Elvis, poi si fa il karaoke fino a ora tarda. Si esibiscono a turno, esponenti di primo piano e militanti. Nessuno pare faccia caso alle stonature in serie. Che, dato il contesto, non sono soltanto canterine.

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