MALPENSA – Questa mattina, 11 febbraio, la Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza del Giudice del lavoro di Busto Arsizio, che aveva accolto il ricorso presentato da un gruppo di lavoratori di Alha di Malpensa, assistiti dal servizio legale della Cub Trasporti, «riconoscendo loro arretrati netti di un’ora pagata in straordinario alla settimana, per l’omesso lavaggio da parte aziendale, nel corso degli anni, dei Dispositivi di Protezione Individuale indossati durante il lavoro».
La sentenza
La sentenza di oggi – si legge in una nota diffusa dalla Cub Trasporti – risulta «particolarmente importante perché supera un incredibile accordo sindacale sottoscritto dai confederali e da Flai solo con alcune aziende, tra cui proprio Alha, nel tentativo di quantificare il danno in pochi euro mensili e – a dispetto di quei sindacati e di quell’accordo – conferma che il giusto risarcimento spettante ai lavoratori per aver dovuto provvedere loro stessi, al posto del datore di lavoro, al lavaggio dei loro indumenti protettivi, è invece quello pari al corrispettivo di un’ora di straordinario per ogni settimana di lavoro effettivamente prestato».
Gli obiettivi
Come già più volte evidenziato, dicono dalla Cub Trasporti, «il risultato di queste cause è quello di portare un po’ di ristoro alla miseria delle buste paga, che il rinnovo del Ccnl del 2023, siglato dai Confederali senza mettere in piedi alcun reale momento di lotta, non ha saputo neppure salvaguardare dall’inflazione e dai danni maturati in 7 anni di vacanza contrattuale». E ancora: «Continuiamo per questo ad essere ancor più sconcertati nel vedere che i sindacati confederali e la Flai, invece che correre ai ripari e aprire una vera vertenza unitaria sul punto che dia un po’ di respiro ai lavoratori, preferiscono firmare accordi con le singole aziende per offrir loro strumenti oggettivamente diretti a ridurre quanto spetta ai lavoratori persino quando si tratta di risarcimento del danno per un inadempimento aziendale».
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