LEGNANO – «Tanto da lavorare», «un punto di partenza». Dopo le elezioni regionali, gli amministratori locali dell’Altomilanese candidati ma non eletti nelle file del centrosinistra analizzano i risultati oggi, mercoledì 15 febbraio. E traggono le prime analisi del voto nel territorio.
Pignatiello: «È mancata la squadra»
Dal sindaco di Castano Primo e candidato nel Pd, Giuseppe Pignatiello (nella foto, da lui postata oggi, insieme con alcuni sindaci dei comuni vicini), «1855 volte grazie ai cittadini che hanno scelto di darmi fiducia. Sono onorato di essere risultato il più votato tra le liste pro Majorino di tutto l’Altomilanese, purtroppo i voti non sono bastati per andare in Regione. Con le esigue disponibilità economiche e con il poco tempo a disposizione ho fatto il massimo possibile. Di sicuro ci sarà da lavorare sul territorio per costruire una unità di intenti e una squadra che oggi non c’è.
«Continuerò a lavorare con tutto l’impegno nella mia città con un occhio attento alla Regione. Se tanti cittadini, nonostante la situazione e i mille problemi, hanno scelto di continuare con Fontana è perché non hanno trovato nelle parole, nel linguaggio e nelle modalità utilizzate da noi l’alternativa che cercavano. Faccio a Fontana e a tutta la sua squadra, in particolare a Christian (Garavaglia, nda), un grande in bocca al lupo. Io – conclude Pignatiello rivolgendosi ai cittadini – mi metto da subito al lavoro perché la voce di tutti voi possa comunque arrivare in Regione. Il mio impegno non cambia».
Cecchin: «Netta sconfitta, ora persone al centro»
Schietta l’analisi di Walter Cecchin, vicesindaco di San Giorgio su Legnano dopo esserne stato primo cittadino per due mandati e candidato nella lista Patto Civico per Majorino Presidente. «Abbiamo ricevuto una sconfitta netta. Poco contano le piccole e insignificanti soddisfazioni personali, ma il risultato la dice lunga sul pensiero dei cittadini lombardi sulla politica. Il 60% è rimasto a casa e oltre il 50% ha scelto di non cambiare.
«La sconfitta alle elezioni però può essere un punto di partenza per mettersi in discussione e ripensare alle proprie strategie politiche, identificare le ragioni della sconfitta e cercare di correggere gli errori commessi. Può rappresentare un’opportunità per rinnovare la propria visione e il proprio programma politico, coinvolgendo maggiormente i cittadini e cercando di comprendere meglio le loro esigenze. Tuttavia, è importante non perdere di vista il rispetto dei valori e dei princìpi fondamentali, per evitare di compromettere la propria credibilità e la propria coerenza ideologica».
Infine, Cecchin indica la strada da seguire in futuro: «Come Movimento civico continueremo a lavorare sui territori in modo più organizzato e coeso affinché le persone e le nuove generazioni siano il vero centro della politica».
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