ANDAR PER CHIESE Sesto, due chiese millenarie e un santuario preistorico

chiese millenarie sesto

SESTO CALENDE – La chiesa e il campanile, edificati tra l’XI e il XII secolo, sono ciò che rimane dell’Abbazia benedettina di San Donato, fatta edificare nel nono secolo dell’era cristiana, sui resti di un antico tempio pagano, dal vescovo pavese Liutardo dei Conti che le assegnò un cospicuo patrimonio. Il monastero entrò in una lunga fase di decadenza quando, nel  1203, una disastrosa alluvione interrò il fiorente porto fluviale sul Ticino costruito nella località un tempo chiamata Scozola. Ceduta all’Ospedale Maggiore di Milano nel 1535, l’abbazia fu abbandonata dai monaci sei anni dopo e trasformata in sede parrocchiale. La chiesa, a tre navate con tre absidi semicircolari, con la facciata a capanna nascosta, dal XIII secolo, da un profondo prònao (atrio) unico nel suo genere nel Varesotto, ha subìto una profonda trasformazione interna nel periodo barocco, mentre tra il XVIII e il XIX secolo la piccola abside meridionale fu abbattuta per costruire la sacrestia e il campanile romanico fu innalzato per ricavare la cella campanaria.  Due scalette consentono la discesa alla cripta romanica, un ambiente che San Donato condivide solo con la chiesa di Santa Maria  di Torba, che è suddivisa come la chiesa in tre piccole navate da una selva di colonnine con capitelli rozzamente scolpiti. Per secoli l’Abbazia fu un’enclave pavese nel territorio della diocesi ambrosiana, un’ “occupazione” che neppure San Carlo Borromeo riuscì a far cessare e che ebbe fine solo nel 1820.

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La chiesa dei Re Magi

L’antica chiesa di  San Vincenzo, chiamata comunemente dai sestesi chiesa dei Re Magi,  sorge in una località oggi ai margini dall’abitato di Sesto Calende ma che fu popolata fin dalla preistoria, come dimostra la presenza nelle vicinanze del luogo di culto caratterizzato dal Sass da Preja Büja, masso erratico inciso da coppelle probabilmente usato per sacrifici rituali . Scavi archeologici hanno trovato tracce di un insediamento romano del I-II secolo d.C. nel luogo dove, già nel primo mezzo millennio dell’era cristiana, fu costruita una cappella, con un orientamento opposto alla chiesa attuale, frequentata in epoca longobarda e poi abbattuta per far posto, a cavallo del 1100, all’edificio che ancora oggi possiamo vedere. San Vincenzo è un esempio tipico di architettura romanica: un’aula unica rettangolare con la facciata a capanna, oggi però intonacata, e un’abside semicircolare costruita con ciottoli disposti in maniera irregolare e con due lesene di pietre squadrate. L’ingresso, posto nel luogo dell’abside della cappella demolita, è fiancheggiato da due finestrelle aperte nel Settecento. Sul lato settentrionale, dal tetto s’innalza un campaniletto a vela settecentesco. L’interno presenta tratti della muratura romanica a vista e resti di dipinti del XV e XVI secolo che raffiguravano San Vincenzo e i tre Re Magi. La chiesa è stata destinata più volte a lazzaretto come dimostrano resti di affreschi  di santi invocati per la guarigione da pestilenze.

Fausto Bonoldi

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DOVE  La chiesa di San Donato è lungo l’omonima  via, tratto urbano della SP48. La chiesa di San Vincenzo è lungo la strada che porta lo stesso nome, ai margini settentrionali del centro abitato.  Di fronte alla chiesa comincia il breve sentiero che porta al Sass da Preja Büja.

QUANDO Nella chiesa parrocchiale di San Donato  si celebra messa il lunedì, il martedì , il mercoledì e il venerdì alle 18, il sabato alle 18.30 e la domenica alle 10.30 e alle 18.30. La chiesa di San Vincenzo può essere visitata telefonando al parroco don Luigi al numero 0331924271.

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