Asta degli oggetti smarriti a Malpensa, il lotto più caro battuto a 2.840 euro

oggetti smarriti malpensa

MALPENSA – Da fenomeno di massa e di costume, dopo nove anni l’asta degli oggetti smarriti in aeroporto si è trasformata nella mecca di professionisti del mestiere, soprattutto di abili commercianti dell’usato. Perché gli affari si fanno, ma a patto di saperli fare. E così la nona edizione del Gran bazar Malpensa, ospitata questa mattina all’interno  del salone dell’associazione NoiSea (Terminal 2), ha visto una partecipazione minore e più ordinata rispetto al passato, ma il volume d’affari resta immutato. Erano più di duecento i presenti, tanti ma non come i primissimi anni, quando l’asta attirava migliaia di persone, arrivando persino a creare ingorghi in superstrada. I curiosi non ci sono più, hanno lasciato il posto a chi fa i mercatini o a chi compra all’ingrosso per poi rivendere al dettaglio su internet.

L’asta estenuante per i gioielli

L’Istituto vendite giudiziarie di Varese – la società a cui Sea ha affidato la gestione dell’evento –  ha battuto quasi duecento lotti in oltre quattro ore di estenuanti rialzi. L’importo complessivo, che serve a sostenere i costi di gestione e stoccaggio della merce andata persa nei due aeroporti milanesi, si aggira attorno ai 50mila euro. Il lotto più caro, naturalmente, è stato quello dei gioielli, una borsa contenente bracciali, collane, anelli e fedi per il peso complessivo di 427 grammi, “il tutto di colore giallo tipo oro”. L’asta ha raggiungo quota 2.840 euro. I due sacchetti di “colore tipo argento” da 3 chili ciascuno, sono invece stati battuti per 1700 euro.

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Il narghilè dimenticato in aeroporto

Tra i lotti più curiosi di questa edizione c’era senza dubbio il narghilè, venduto a 50 euro, mentre il set di canne da pesca ha raggiunto i 120 euro. I due pezzi andati via al prezzo più basso sono stati un beauty e un giubbotto jeans, entrambi hanno un nuovo proprietario per 30 euro. Niente da fare invece per il copricapo ebraico, rimasto senza acquirenti così come diversi lotti di abbigliamento. Sea a questo punto li donerà alle associazioni che raccolgono indumenti usati da destinare ai più poveri.

Occhiali da sole e tecnologia

Tralasciando l’oro e l’argento, tra i lotti che più hanno fatto gola c’era sicuramente lo scatolone contenente centinaia di paia di occhiali di varie marche. In questo caso è evidente che il compratore non se li voglia indossare tutti quanti, ma li abbia acquistati per poi rivenderli singolarmente, convinto di trovare nel mucchio pezzi che abbiano ancora un discreto valore di mercato e dunque di riuscire a rientrare ampiamente dell’investimento fatto.  L’asta come da tradizione è entrata nel vivo sull’elettronica, in particolar modo pc, tablet, smartphone, videocamere, fotocamere, videogiochi. Se ne perdono a centinaia ogni anno in aeroporto, per sbadataggine, fretta o disattenzione. Naturalmente chi compra lo fa a scatola chiusa, ovvero non sa se sono funzionanti, se si tratta di apparecchi nuovi o strausati dal vecchio proprietario, se sono in italiano o magari in lingua cinese. Ma conoscendo i prezzi di mercato, e a patto che non ci si faccia prendere dall’ansia del rialzo, l’affare all’asta di Malpensa si può fare. Questa mattina, per esempio, alcuni MacBook Air e macchine fotografiche reflex sono stati venduti appena sopra il prezzo di partenza. Se funzionano, è stato un buon prendere.

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