Asta deserta, l’area edificabile su viale Sabotino a Legnano resta com’è

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LEGNANO – Nulla di fatto dall’asta pubblica del terreno edificabile lungo viale Sabotino nell’Oltrestazione di Legnano. Alla gara indetta dalla proprietaria del terreno all’angolo con via Menotti, la società in liquidazione “Legnano Patrimonio”, non è stata presentata alcuna offerta. I compratori sono rimasti forse scoraggiati dalla cifra fissata, 3 milioni e mezzo di euro, per l’acquisto dell’ampia superficie (più di 26.000 mq) dove sorgeva la piattaforma ecologica. L’esito della gara fa felice chi si era opposto alla vendita dell’area, paventando l’ennesima colata di cemento su uno degli ultimi spazi verdi rimasti lungo la circonvallazione ovest della città. E permetterà ora all’Amministrazione Radice, se lo vorrà, di ripensare la sua destinazione.

La Sinistra: «Riflettiamo sul modello di città da perseguire»

Per la Sinistra-Legnano in Comune «vengono così scongiurate, almeno per il momento, la perdita di un altro lembo del già scarso suolo legnanese e una nuova colata di cemento. Durante la campagna elettorale sembrava esserci un largo consenso sulla necessità di ridurre (per noi: azzerare) il consumo di suolo anche a Legnano. L’emergenza climatica ce lo impone, ma le buone intenzioni resteranno tali finché non si metterà mano alla revisione del Piano di Gestione del Territorio, da impostare in modo del tutto nuovo e finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente e degli equilibri ecologici, per la salute di tutti i cittadini. È quindi urgente avviare una profonda riflessione sul modello di città che si intende disegnare per il prossimo futuro e sulle scelte da compiere, comprese quelle che riguardano la rigenerazione delle aree industriali dismesse, senza attendere la scadenza naturale dello strumento di pianificazione urbanistica. Per questo – sottolinea la Sinistra legnanese – chiediamo anche al sindaco e alla sua maggioranza di riconsiderare quanto espresso durante il Consiglio comunale e di non rinviare decisioni che possano mettere in sicurezza e al riparo da ulteriore consumo di suolo il territorio della nostra città».

Brumana: «Bene così, ora rivedere il Pgt»

«È andata bene – gioisce il consigliere comunale di opposizione Franco Brumana – Il sindaco di Legnano non aveva voluto revocare l’asta e, nel rispondere a una mia interpellanza, aveva respinto la mia richiesta di avviare subito la revisione del Piano di governo del territorio per impedire le valanghe di cemento che ora sono previste su questo terreno e su alcune aree della città. Auguriamoci che cambi idea. Il Movimento dei Cittadini – prosegue Brumana – insisterà nel richiedere che non venga  nuovamente fissata  l’asta, che Legnano Patrimonio srl avvii una trattativa per ripianare il suo debito con una riduzione a saldo e stralcio, e che parta al più presto la revisione del Pgt».

Brumana a Malpensa24: «Ecco che cosa c’è dietro quell’asta pubblica a Legnano»

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