Bottini (BaC): «Il candidato sindaco sia pure della Lega. Ma quale Lega?»

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BUSTO ARSIZIO – Il punto di partenza sono i 4 mila voti dell’elettorato moderato raccolti alle ultime elezioni, che tradotti in termini percentuali fa il 13 per cento. Il traguardo è trovare un accordo basato su un programma amministrativo condiviso. La sfida è trovare i
compagni di viaggio, tra «chi è davvero civico e quei partiti che necessariamente “guardano” con interesse alle idee che in questi anni abbiamo portato avanti con coerenza. Senza bandiere e sempre fuori dalle segreterie partitiche». A fissare i paletti di un percorso elettorale che, a 15 mesi dal rinnovo del sindaco, inizia a delinearsi in città, è Gian Franco Bottini, punto di riferimento di Busto al centro. Il quale precisa quale sarà la posizione del gruppo, parla delle tensioni tra la Lega e Antonelli, dice che «il Carroccio ha il diritto e il peso politico per esprimere il candidato» e liquida il civismo Antonelli, «come presunto».

Bottini perché liquida il civismo di Antonelli come “presunto”? Il primo cittadino ha anche partecipato ed è intervenuto all’iniziativa di Busto al centro a Villa Calcaterra di qualche mese fa. Quindi? 
«Il fatto che Antonelli non sia un sindaco civico non sono io a dirlo, bensì i fatti. Che hanno dimostrato come il civismo sia stato l’abito indossato dal primo cittadino per la sua campagna elettorale. Vestito che ben presto Antonelli ha riposto nell’armadio. Restando “nudo” e mostrando in maniera inequivocabile e senza più riuscire a nascondere i suoi legami partitici».

Legami partitici che però non sembrano essere idilliaci. Nemmeno con le forze politiche che lo sostengono: Lattuada sponsorizza l’Antonelli bis, Speroni boccia l’ipotesi, Forza Italia chissà. Come andrà a finire?
«Come andrà a finire non lo so. Ma per quanto riguarda il sindaco Antonelli e le difficoltà dei rapporti, non mi sembra opportuno intervenire. Credo invece che la Lega, se è in grado di esprimere un candidato, uomo o donna che sia, con le giuste caratteristiche, abbia tutto il diritto di farlo. Anzi, sarà anche l’occasione per capire se a Busto comanda la Lega cittadina o qualche altra Lega».

Sembra quasi un’apertura al Carroccio. E’ così?
« Noi siamo Busto al centro. Lo dice il nome: ci collochiamo al centro dello scenario politico. E rappresentiamo quell’area moderata e maggioritaria, che in questo momento trova difficoltà a identificarsi a livello nazionale con un partito. Soprattutto dopo il tracollo di Forza Italia. Riferimento che a livello cittadino possiamo essere noi di Busto al centro. Quello a cui noi puntiamo, infatti, è dialogare con persone che riconoscano la dignità del nostro ruolo al fine di poter trovare un accordo basato su un programma amministrativo condiviso».

La bocciatura di Speroni all’Antonelli bis però potrebbe anche essere lette come una porta chiusa in faccia al civismo, non le pare?
«Non è così. E il perché l’ho spiegato prima: Antonelli non è un civico. Quindi qualora Speroni fosse interessato ad un vero candidato civico, credo che debba rivolgersi altrove. Ad ogni modo la strada è lunga e sarà piena di sorprese. Noi abbiamo il vantaggio di sapere bene chi siamo e cosa vogliamo. Abbiamo ben chiari i punti programmatici. Continueremo a costruire il nostro progetto. Tenendo sempre le porte aperte ai cittadini che vogliono partecipare e che invitiamo a far parte del nostro progetto e a coloro che hanno davvero a cuore la buona amministrazione della città prima che i condizionamenti partitici».

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