VARESE – Falso ideologico in atto pubblico e peculato in concorso: il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin assolto da tutte le accuse. Dopo oltre 10 anni di processo il primo cittadino si è visto riconoscere oggi, martedì 7 ottobre, dal tribunale di Varese quell’estraneità ai fatti che ha da sempre professato.
Condannato l’ex comandante
Condannato a due anni e dieci mesi l’ex capo del comando di polizia locale Ettore Bezzolato. Per il primo cittadino di Brenta, che fu all’epoca arrestato ma subito scarcerato dal Gip che aveva già accoltole argomentazioni difensive. «Il dibattimento», ha spiegato l’avvocato di Ballardin Marco Mainetti «ha confermato che la condotta di Ballardin non aveva in alcun modo aiutato Bezzolato ad eludere le investigazioni in corso, come considerato dagli operanti della Finanza, secondo una logica di mero sospetto, che non ha trovato poi alcun riscontro dibattimentale».
Totale estraneità del sindaco
Il ruolo di Ballardin nella vicenda processuale, relativa a fatti che risalgono a oltre 10 anni fa, era legato ai soldi – poco più di 1.600 euro – messi in una busta da Bezzolato dopo che i tecnici dell’ente avevano evidenziato degli ammanchi, e consegnati proprio all’ex presidente, che secondo chi ha indagato avrebbe così preso parte allo stratagemma attuato per coprire il “buco”.
Ballardin, rispondendo alle domande in udienza, aveva affermato di essersi mosso nell’interesse dell’ente, incontrando Bezzolato per ritirare quella busta, depositare i soldi nella cassaforte dell’Unione e aiutare così l’ente a ricostituire la cassa economale per il passaggio di consegne tra Bezzolato (destituito dopo l’avvio dell’indagine sui conti che lo aveva portato ai domiciliari) e il nuovo comandante. Il sindaco ha dimostrato la propria estraneità ai fatti.
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