MALPENSA – A cinque anni di distanza dalla impietosa fine della compagnia aerea si rifanno vivi Enrico Laghi e Franco Lagro. In una nota, i due liquidatori di Air Italy fanno sapere di non aver ceduto il proprio portfolio marchi, di non aver mai autorizzato l’uso del proprio marchio registrato e che non sussiste alcun accordo in tal senso con Aeroitalia. E così, per il vettore che effettua il Malpensa-Roma e che si trova costretto a cambiare nome per la troppa somiglianza con Alitalia, si fa più complicato prendere in eredità il nome della ex compagnia charter sorta a Gallarate e poi inglobata da Meridiana. Ora spunta una terza opzione: Fly Italic.
Parola ai liquidatori
Secondo la compagnia aerea di Gaetano Intrieri, il marchio è libero perché sono trascorsi più di 5 anni dall’ultimo volo della vecchia Air Italy. Ma i liquidatori la pensano diversamente e la fine della nota parla chiaro: «Ogni eventuale e futuro utilizzo del marchio Air Italy da parte della compagnia aerea Aeroitalia, non deve intendersi come prosecuzione o continuità delle attività Air Italy con sede in Olbia, oggi in liquidazione e che, in caso di utilizzo del marchio sotto qualsiasi forma, si riserva di valutare ogni opportuna iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria immagine».
Le contromosse
Aeroitalia è convinta che non ci siano ostacoli legali, basandosi sul parere di un esperto di diritto industriale. Ma le tesi sono contrastanti, perché oltre al marchio Air Italy in mano ai liquidatori c’è anche quello presente all’Euipo (Ufficio dell’Unione Europeo sulla Proprietà Intellettuale), legato a loro fino al 18 dicembre 2027, oltre al marchio Air Italy alla Wipo, Organizzazione mondiale sulla Proprietà Intellettuale. Sono marchi decaduti per il non uso? In attesa di una risposta dagli enti preposti Aeroitalia ha pronta anche la via d’uscita: avrebbe infatti registrato anche un secondo nome, “Fly Italic”, per il quale non esistono conflitti.
