Affaire Coop, archiviate le accuse per il geometra comunale. Avanti la causa civile

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BUSTO ARSIZIO – Su richiesta del pubblico ministero Martina Melita, il Giudice per le Indagini Preliminari Stefano Colombo ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico di un dipendente del Comune di Busto Arsizio, in relazione a una supposta violazione dell’art. 479 del codice penale, per false attestazioni in un verbale di sopralluogo edilizio condotto dall’indagato presso il supermercato Coop di viale Duca d’Aosta in data 18 giugno 2018. Resta aperta la causa civile da quasi 6 milioni di euro: Coop accusa il Comune di aver rallentato i lavori con dolo e chiede i danni. Il 24 marzo la sentenza civile.

L’accusa di abuso d’ufficio

Lo stesso Gip ha però scritto, archiviando l’accusa di abuso d’ufficio contestata al sindaco Emanuele Antonelli: «Le risultanze di indagine hanno consentito di appurare esclusivamente la commissione di una serie di atti che – secondo quanto riferito dai testi escussi – proverrebbero dalle direttive impartite dall’odierno indagato, nella sua qualità di sindaco pro tempore di Busto Arsizio, volti a dilatare i tempi e ad ostacolare la realizzazione di una rotatoria da parte della Coop Lombardia, realizzazione prodromica alla concessione del certificato di agibilità per l’apertura di un nuovo supermercato in viale Duca D’Aosta; tale condotta (ferma restando la sua eventuale rilevanza in ambito civilistico sul piano del risarcimento del danno per la parte offesa) non assume connotazioni penalmente rilevanti ai sensi dell’art.23 c.p. così come novellato in seguito alla legge numero 76 del 16 luglio 2020 che ha ristretto la portata applicativa della norma incriminante».

Accuse archiviate

Alla luce delle indagini preliminari, è emerso, infatti, che «il generatore in questione era stato inserito negli elaborati grafici del progetto di sicurezza degli impianti del supermercato consegnato al Comando Provinciale di Varese dei Vigili del Fuoco, in data 6.07.2017; in data 7.07.2017, copia dell’istanza di presentazione del progetto era stata anche depositata al protocollo del Comune di Busto Arsizio, senza tuttavia allegare né la relazione tecnica né gli elaborati grafici. La prima volta in cui tale generatore è stato inserito nella progettazione depositata agli atti del Comune di Busto Arsizio è stato il 24.09.2018, e dunque in data poco successiva rispetto alla contestazione con verbale di sopralluogo di cui all’imputazione provvisoria».

Sulla base delle risultanze di tali indagini e sulla base della richiesta del Pubblico Ministero, il Gip ha disposto l’archiviazione del dipendente comunale in questione «non ravvisandosi ipotesi di reato a suo carico e, comunque, non essendo emersi elementi sufficienti e idonei a sostenere l’accusa in giudizio».

Il dipendente comunale «non poteva conoscere l’indicazione del generatore nei progetti depositati presso il Comando Provinciale di Varese dei Vigili del Fuoco con l’evidente conseguenza che, per quanto di sua conoscenza, non ha attestato dati falsi».

Antonelli: amministrazione imparziale

«Finalmente, ma non avevo dubbi conoscendo la rettitudine del nostro dipendente e la competenza dei magistrati che si sono occupati della vicenda, giunge la formale archiviazione per un’accusa relativa a un’azione che costituiva un normalissimo dovere d’ufficio – commenta il sindaco Emanuele Antonelli -. Viene ancora una volta messa in evidenza l’imparzialità dell’Amministrazione comunale e di coloro che vi operano, ben lungi dai comportamenti che qualche funzionario della struttura commerciale ha volutamente messo in atto, insinuando che il sopralluogo fosse di ostacolo all’apertura del supermercato».

Serietà del dipendente comunale

«Sono felicissimo per il geometra comunale che ha svolto con serietà e in piena legittimità i suoi compiti e che non ha di certo obbedito a chissà quali ordini, come invece è stato insinuato – ha aggiunto Antonelli -. Il dipendente ha fatto semplicemente il proprio dovere e ha molto sofferto per la situazione, anche per il polverone mediatico sollevato dagli organi di stampa. E anche per quanto mi riguarda, ho agito nei modi adeguati, evitando l’omissione di atti doverosi: essendo stato informato di una situazione potenzialmente abusiva l’ho segnalata agli uffici competenti, cosa che accade quotidianamente con tutte le segnalazioni che ricevo. Nulla di più».

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