Busto in prima linea contro il Covid-19, aperta una raccolta fondi per l’ospedale

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BUSTO ARSIZIO – Busto Arsizio è la città con il maggior numero di contagiati della provincia di Varese: la fondazione Cristiano Tosi e il Comune hanno annunciato oggi, domenica 29 marzo, una raccolta fondi per il suo ospedale di Circolo, primo presidio sanitario della campagna nazionale “Ospedali d’Italia in prima linea nella lotta al Covid-19”. All’iniziativa stanno aderendo molti sportivi e diverse società italiane ed europee: tra loro ci sono il Banco BPM Sport Management nonché molti pallanuotisti della serie A maschile/femminile, primo fra tutti il campione mondiale Gianmarco Nicosia e i nazionali della Serbia Radomir Drasovic (Szolnok) e del Montenegro – nonché campione europeo – Dejan Lazovic (VPS), che hanno registrato un accorato video appello per Busto Arsizio.

Come donare

«La raccolta fondi mira ad acquistare DPI (dispositivi di protezione individuale per i malati e il personale sanitario) e soprattutto un ventilatore per la terapia sub-intensiva», ha spiegato Alessandro Fattore, amministratore della fondazione Cristiano Tosi. «È promossa con il sostegno del Comune di Busto Arsizio: voglio ringraziare il magnifico sindaco Emanuele Antonelli, tutta la giunta e il consigliere comunale Alessandro Albani, coordinatore infermieristico di grande umanità e sensibilità, con il quale è nata questa iniziativa. Un grazie a Sergio e Federico Tosi per la loro generosità. È possibile donare andando sul sito www.fondazionecristianotosi.org oppure tramite bonifico bancario all’Iban IT82C 05034 03406 000000007752 scrivendo come causale “Emergenza Covid 19 Ospedale di Busto Arsizio”».

Eccellenza sanitaria e simbolo dell’identità bustocca

«Ringrazio la fondazione Cristiano Tosi per aver pensato a una raccolta fondi per l’ospedale di Busto Arsizio, oggi, come molti altri presidi sanitari, in prima linea contro il Covid 19», ha dichiarato Antonelli. «Chiedo a tutti di contribuire a questa battaglia con un piccolo gesto di generosità, la stessa che spinse tanti anni fa gli imprenditori bustocchi a far nascere l’ospedale con le loro donazioni, quasi mai ostentate, ma sempre pragmatiche e lungimiranti. Avevano a cuore la loro città e vollero fortemente che si realizzasse questo presidio, che negli anni è cresciuto fino a diventare non solo un’eccellenza sanitaria, ma anche un simbolo dell’identità bustocca. Non dimentichiamo che nel logo dell’ospedale è presente un altro significativo simbolo della bustocchità, la Madonna dell’Aiuto, che, come i cittadini sanno, fermò la peste seicentesca alzando il braccio. È il momento di fermare la peste di oggi e dare una mano concreta all’ospedale e a tutti gli straordinari operatori che in questi giorni, instancabilmente, coraggiosamente, sono a fianco dei malati: basta poco, anche un piccolo contributo può fare la differenza. Grazie a nome di tutta la città!».

Uniti per scoprirsi più forti dell’infezione

«Di fronte a questa drammatica emergenza legata alla pandemia virale determinata dal Covid-19 ci siamo improvvisamente risvegliati tutti smarriti, forse un po’ più piccoli e fragili», ha osservato Albani. «Ma oggi possiamo dimostrare che tutti uniti abbiamo la forza, la determinazione e il coraggio di reagire e scoprire che siamo più forti dell’infezione stessa, aiutando il servizio sanitario e tutti gli operatori che sono in prima linea. Facciamolo in modo efficace, donando un piccolo/grande contributo per il nostro ospedale, aderendo alla raccolta fondi promossa dalla fondazione Cristiano Tosi. Sono certo che ancora una volta, nonostante sia molto provato, il cuore di Busto Arsizio batterà e vibrerà con grande generosità e dimostrerà tutto il suo valore e splendore».

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