BUSTO ARSIZIO – Sta per scoccare l’ora dell’ex Calzaturificio Borri. A venticinque anni ormai dal suo (controverso) acquisto da parte del Comune, la parte storica del complesso di viale Duca d’Aosta è pronto per essere rimesso a nuovo: ospiterà l’Anagrafe comunale e i servizi demografici. Ma dopo lo stralcio dal progetto PNRR del Pinqua, mancano i fondi (e le idee) per la ristrutturazione degli altri edifici attorno.
Il nuovo progetto
Le novità sono state svelate in consiglio comunale dal sindaco Emanuele Antonelli, interrogato dai consiglieri di minoranza nel corso del dibattito sullo stato di attuazione dei programmi dell’amministrazione comunale. Sul Borri ha affermato che «il primo progetto è già stato approvato, ora stiamo aspettando quello definitivo/esecutivo che arriverà presto in giunta». Il Comune interviene con i fondi “salvati” dopo la revoca dell’appalto affidato alla Neocos (scelta su cui pende un contenzioso in Tribunale) ma con un ridimensionamento del progetto originario che prevedeva l’auditorium musicale sul retro della parte storica.
Cosa entra e cosa manca
«Viene ristrutturato tutto l’edificio principale – spiega il sindaco Antonelli che ha visionato una bozza del progetto definitivo – l’interno, dove faremo uffici e probabilmente porteremo tutta la parte dell’Anagrafe in modo da liberare il piano terra di palazzo Gilardoni per far rientrare gli uffici che abbiamo fuori (come i lavori pubblici), ma anche il cortile e la casa più piccola che si affaccia sul viale Duca d’Aosta. Rimangono poi da fare la casa più grande all’angolo con via Cantore, la villa sul retro e la parte dietro per chi dobbiamo reperire i fondi: per il momento copriremo tutto perché non abbiamo ancora deciso cosa fare». Si tratta del capannone rimasto in piedi verso il parcheggio sul retro, dove invece procede a pieno ritmo la costruzione delle palazzine di housing sociale che hanno la scadenza PNRR di marzo 2026.
Ex Borri, Busto non perde i fondi. Ma rinuncia all’Auditorium: al suo posto una piazza
