Busto, Gorrasi torna libero. L’avvocato: «Non ha mai parlato. Né commesso reati»

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BUSTO ARSIZIO – Torna libero Carmine Gorrasi: «Mai stato interrogato, mai fatto dichiarazioni o delazioni su qualcuno», spiega il difensore Roberto Craveia. Dalle 9 di oggi, giovedì 25 luglio, l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia e ex consigliere comunale di Busto non è più agli arresti domiciliari, dove era stato confinato dallo scorso 7 maggio, giorno in cui esplose il caso Mensa dei poveri, inchiesta che ha spazzato via Forza Italia in provincia di Varese e in Lombardia e ha portato all’arresto di Nino Caianiello, plenipotenziario del partito di Berlusconi in provincia di Varese e considerato dagli inquirenti il “burattinaio” di un sistema corruttivo a cavallo tra le province di Varese e Milano.

Misura di custodia sproporzionata

Il Riesame aveva detto no lo scorso 31 maggio all’istanza di revoca della misura di custodia cautelare presentata da Gorrasi, allora assistito dall’avvocato Davide Toscani. «Abbiamo poi depositato – spiega Craveia, nuovo difensore del politico e a sua volta avvocato – un’istanza per essere sentiti dal pm. Istanza che non ha mai avuto seguito – aggiunge il legale – Di conseguenza abbiamo depositato una memoria difensiva molto dura accolta dal gip. Il mio assistito è libero perché si è difeso ribattendo punto per punto alle accuse mossegli. «Ho sempre avuto la sensazione prima e la conferma poi che la misura inflitta al mio assistito fosse sproporzionata. E tra l’altro l’accusa presentava anche un errore, poiché Gorrasi era solo direttore sportivo della società. Non aveva potere di firma, non era un organo amministrativo e non poteva effettuare operazioni bancarie. Quei soldi sono entrati, ma non sono mai stati prelevati dal mio assistito. Basta chiedere alla società per cosa sono serviti semmai». In ogni caso Carmine Gorrasi rimane però indagato.

«Gorrasi è innocente»

L’avvocato Craveia poi continua: «La prima cosa che abbiamo fatto è stata chiedere la possibilità per il mio assistito di recarsi dal medico e di poter vedere la sorella più delle due settimanali concesse. Richieste che sono state subito accolte. Dopo di che, una volta lette tutte le carte e non avendo riscontrato reati, abbiamo chiesto l’interrogatorio per chiarire la nostra posizione. Ma ci è stato negato. A quel punto abbiamo preparato una memoria articolata ribadendo l’innocenza del mio assistito e chiedendo la revoca degli arresti domiciliari. Che è stata accolta». Infine conclude l’avvocato: «Gorrasi ha sempre avuto contatti di natura e con finalità politica, sulle partecipate ha ricoperto un ruolo di consulente tecnico senza mai entrare nell’affidamento degli appalti e in qualità di coordinatore di Forza Italia, prima cittadino e poi provinciale, ha semplicemente esercitato il suo ruolo politico. Tutto questo è stato scritto nella memoria, che non contiene alcuna dichiarazione o delazione su altri soggetti».

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