Busto, il leghista Livio Pinciroli si dimette dal consiglio comunale. Mistero sui motivi

BUSTO ARSIZIO – Il consigliere della Lega e vicepresidente dell’assemblea civica Livio Pinciroli ha rassegnato le dimissioni dal consiglio comunale. La lettera è stata spedita questa mattina, 10 luglio, tramite posta elettronica certificata, per essere protocollata dal Comune. Non si conoscono le ragioni di questa decisione improvvisa, anche se da tempo Pinciroli aveva mostrato segni di disaffezione e si era assentato alle sedute consiliari, come nel caso dell’ultima di lunedì scorso, 5 luglio.

Mistero sui motivi

Interpellato, lo stesso Livio Pinciroli si trincera dietro al silenzio: «Per il momento non rilascio dichiarazioni». Ma nei prossimi giorni, promette, verranno svelate le ragioni della sua scelta. Le dimissioni arrivano come un fulmine a ciel sereno alla vigilia dell’ultima seduta del consiglio comunale, in programma il prossimo 21 luglio con un ricco ordine del giorno, che spazia dall’assestamento di bilancio all’approvazione definitiva del piano urbano del traffico. Al suo posto dovrebbe entrare il 13esimo (su 24 candidati) per ordine di preferenze ottenute nella lista della Lega del 2016, ovvero Alessandro Cova, che entrerebbe in consiglio con appena 37 preferenze incassate.

Lunga esperienza

Le dimissioni segnano per Livio Pinciroli la conclusione di una lunga esperienza in sala esagonale, iniziata dal 2006 con tre elezioni consecutive, a cui si sono aggiunti anche cinque anni come consigliere provinciale dal 2008 al 2013 insieme all’attuale sindaco Antonelli. Negli ultimi cinque anni però il veterinario di Borsano è sempre stato sull’altalena. Fin dalla clamorosa decisione di candidarsi alla presidenza del consiglio comunale, rinunciando allo stipendio, in contrapposizione a quello che sarebbe dovuto essere il candidato ufficiale della maggioranza, l’ex sindaco Gigi Farioli: alla prima “chiama” Pinciroli incassò i consensi anche di parte dell’opposizione ma la sua elezione sfumò per un solo voto (un leghista dissidente, a quanto pare), così come era già sfumata per un voto (in quel caso una scheda rimasta incastrata nell’urna di cartone) la sua elezione a segretario di sezione della Lega nel congresso del 2014.

Una consigliatura sull’altalena

Nel 2018 Pinciroli era passato, altrettanto clamorosamente, nel gruppo di Forza Italia, partito che poche settimane dopo lo aveva anche candidato (poi non eletto) al consiglio provinciale, per poi tornare nella Lega dopo lo smembramento del gruppo azzurro nella fase post-Mensa dei Poveri. Lo scorso autunno, a fare clamore fu una rumorosa lite in piena zona pedonale con il sindaco Emanuele Antonelli, con vistoso scambio di “vaffa”, il giorno della festa Patronale. Da allora Pinciroli, che nella sua lunga carriera da consigliere non si è mai astenuto dall’esprimersi in libertà, è apparso piuttosto distaccato rispetto alla maggioranza, tanto da ripetere che non si sarebbe più ricandidato. Ora però un addio che potrebbe anche essere “pepato”. Lo scopriremo nei prossimi giorni.

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