BUSTO ARSIZIO – “Acqua a go-go per tutte le forze dell’ordine, tranne che per la società Agesp“. Lo ha scritto la Trattoria Caprese di piazza Lucio Flauto sui cartelli appesi fuori dal locale, dove è stato improvvisato un banchetto di protesta sul tema – ormai tormentone dell’estate a Busto Arsizio – della raccolta rifiuti. Il dente avvelenato deriva in particolare, anche qui, dalle nuove modalità di ritiro dei sacchi dell’immondizia.
Ogni 15 giorni
I disagi per la “Caprese” sono iniziati ai primi di luglio, con i sacchi “non conformi” rimasti esposti con il bollino di ammonizione di Agesp perché non erano quelli azzurri chippati della nuova raccolta puntuale. Stavolta nel mirino finisce in primis la raccolta quindicinale della spazzatura: la quantità di sacchi azzurri accumulati all’esterno del locale è stata la provocazione scelta dai responsabili del ristorante per accendere i riflettori sulle nuove modalità di raccolta. «Abbiamo riempito i sacchi azzurri – l’appello – ora però ritirateceli. Non possiamo aspettare ancora una settimana».
Il segnale ad Agesp

Sul posto c’era il rappresentante della proprietà della Trattoria Caprese, Salvatore De Vincenzo. Insieme allo staff ha “rifocillato” gratuitamente, con delle bottigliette d’acqua fresche, gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che puntualmente nel weekend si presentano per sorvegliare la zona “calda” di piazza Vittorio Emanuele. E ha atteso il camioncino di Agesp, impegnato a svuotare i bidoni del vetro, per chiedere agli addetti alla raccolta di portare, ai vertici della società partecipata, il messaggio dell’esasperazione di queste ultime settimane.
Il caso rifiuti
Non è altro che l’ennesimo esempio della diffusa impopolarità della “rivoluzione” della tariffa puntuale nella città. Il ritiro ogni 15 giorni continua a suscitare proteste tra gli utenti, soprattutto in questo periodo di alte temperature. Alla “Caprese” il problema è che la quantità di sacchi di indifferenziato prodotta in un locale di queste dimensioni è difficile, e poco igienica, da tenere ferma per due settimane. E così lo “sciopero”, con l’esposizione dei sacchi volutamente in una serata in cui da calendario non dovrebbero essere raccolti, è un nuovo segnale ad Agesp rispetto alle criticità del nuovo sistema.
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