Caos rifiuti a Busto, sacchi ovunque. Il Pd: «Retromarcia sul ritiro ogni 15 giorni»

BUSTO ARSIZIO – L’appello a raccogliere i sacchi dell’immondizia non conformi e l’annunciato pugno di ferro con le sanzioni non bastano a risolvere il problema della “monnezza” non ritirata e rimasta sulle strade. In centro ma anche nei quartieri periferici, le immagini dei “vecchi” sacchi viola abbandonati da giorni fanno il giro delle bacheche social e sollevano nuove domande e proteste nei confronti della “rivoluzione” della raccolta rifiuti a Busto Arsizio, dopo la chiusura del periodo di “tolleranza transitoria” a partire dal 1° luglio. E il PD alza la voce: «Serve un “pit stop” sulle nuove modalità – il suggerimento di Paolo Pedotti, segretario cittadino Dem – occorrerebbe ripristinare il ritiro con frequenza settimanale, soprattutto in questa fase estiva dove c’è il rischio di generare anche problemi igienico-sanitari, e nel frattempo capire come rendere efficaci le sanzioni, anche con sistemi intelligenti e la possibilità di fare segnalazioni».

Il caso

Il caso è ormai sulla bocca di tutti a Busto. Sui social la “nuova” raccolta rifiuti è tornato ad essere il principale tema di discussione. Anche perché la città continua ad essere disseminata di sacchi “non conformi” con il bollino giallo o rosso (a seconda della tipologia di errore) che Agesp, come annunciato sabato 13 luglio, non ha raccolto in ossequio alle nuove regole. E tra le tante controversie c’è anche quella sul mese di agosto, dove il calendario ufficiale della raccolta rifiuti non prevede un recupero per la zona C1 del centro: in teoria nel mese più caldo in quella porzione di città il sacco azzurro dovrà essere esposto solo all’inizio e alla fine del mese, con un “buco” di quattro settimane tra una data e l’altra.

PD all’attacco

Il caso è diventato anche politico. È il PD a rilanciarlo con forza, per voce del segretario cittadino (e consigliere comunale) Paolo Pedotti. «Agesp non ritira ma non ha senso lasciare esposti i sacchi non conformi al caldo e al sole senza ritirarli – sostiene l’esponente Dem – è evidente che c’è stata una sottovalutazione del problema se ci troviamo in queste condizioni. Alle criticità che abbiamo già segnalato in consiglio comunale, come gli abbandoni su via Marco Polo, si aggiungono i sacchi non conformi e la novità del ritiro quindicinale del secco. Forse era meglio fare una cosa alla volta: sanzionare chi non conferisce correttamente e solo successivamente spostare la tempistica del ritiro da 7 a 15 giorni. Serve garantire una capillarità della raccolta e far capire ai cittadini che la sanzione costa di più che fare correttamente la raccolta».

busto lampioni pedotti
Paolo Pedotti, segretario bustocco del Partito democratico

Insomma, per i Dem è tutto da rifare. «A Legnano un anno prima si è compiuto lo stesso passo verso la tariffa puntuale e non risulta che ci siano stati problemi, con una transizione più soft – sottolinea Pedotti – oltretutto Busto viene da anni di sperimentazione a Sant’Edoardo, ed è quasi una beffa sapere che è come non averla fatta, se non sono stati raccolti dati e indicazioni utili ad evitare la confusione di questi giorni, con i sacchi abbandonati in tutta la città e non solo in centro». Sempre tra i banchi del PD c’è anche Valentina Verga che attende risposta «da Agesp, ma anche dall’amministrazione, per quanto riguarda le categorie dei fragili», tema su cui ha depositato un’interrogazione in consiglio.

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