Busto, l’omaggio a Richino Castiglioni, “uomo universale”, in un libro di Nomos

BUSTO ARSIZIO – Un libro per ricordare Richino Castiglioni: ingegnere, architetto, “uomo universale”. Sono le definizioni che compaiono sulla copertina della raffinata monografia che la casa editrice bustocca Nomos Edizioni ha dedicato ad una figura che, come poche, ha lasciato il segno nella Busto Arsizio dei tempi moderni. Quella di Enrico Castiglioni, detto Richino, è una presenza indelebile in città, dal centro storico – con i controversi lampioni troppo frettolosamente spazzati via – alla Sedes Sapientiae della parrocchia di San Giovanni in via Pozzi, fino all’istituto Facchinetti appena oltre il confine con Castellanza, per citare solo le opere più significative che portano la sua firma, senza dimenticare la parte nuova del cimitero ispirata ai suoi disegni.

La presentazione

Il volume dedicato a Richino Castiglioni da Nomos Edizioni è stato presentato ieri, 26 marzo, di fronte ad una sala Tramogge gremita. Sul palco dei relatori, i professori di architettura Paolo Bossi (curatore dell’opera) e Barbara Galli del Politecnico di Milano, il docente di storia contemporanea Daniele Bardelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Varese Elena Brusa Pasqué e l’architetto Stefano Castiglioni, figlio di Richino e già presidente dell’Ordine. La monografia è il frutto del lavoro di schedatura dell’archivio Castiglioni, donato dalla famiglia al Politecnico di Milano e ora disponibile per lo studio e la consultazione. Il volume riporta le 182 schede tecniche di tutti i progetti dell’architetto, oltre a una serie di saggi che ricostruiscono la varietà e la complessità del suo lavoro di architetto e urbanista, notevole esempio di poliedricità. Un’inedita campagna fotografica di Marco Introini, realizzata ad hoc, documenta le principali architetture ancora visibili. I testi sono di Daniele Bardelli, Elena Brusa Pasqué, Stefano Castiglioni, Roberto Dulio, Vincenzo Ficco, Barbara Galli, Ilaria Giannetti, Damiano Iacobone.

L’omaggio

«È un monumento e un omaggio a Richino Castiglioni – sottolinea il prof. Paolo Bossi – grazie a lui Busto Arsizio fu sede di un laboratorio di architettura ed essa stessa laboratorio». E l’assessore alla cultura Manuela Maffioli ricorda che «Richino Castiglioni è uno dei grandi figli di Busto. La vocazione imprenditoriale e commerciale della città non è in discussione ma sempre più se ne comprende l’altissimo potenziale culturale. Un contesto nel quale la voce “architettura” merita di essere presenza di assoluto rilievo». Dal 2021 l’Archivio professionale di Enrico Castiglioni è entrato a far parte del patrimonio archivistico del Politecnico di Milano, ed è una risorsa preziosa a disposizione di studenti e appassionati di storia dell’architettura, in particolare di quel periodo spesso frettolosamente liquidato come Brutalismo. Una pubblicazione che conclude un percorso coinvolgente e non privo di difficoltà, fra studio dei materiali, schedature, disegni, corrispondenze che in qualche modo ricalcano la figura di un progettista di straordinaria complessità. Ingegnere e architetto che ha spaziato dall’urbanistica alla progettazione edilizia, pubblica e privata, in “Richino” c’è senza dubbio il disvelarsi progressivo della personalità artistica, ma anche umana. La sua opera ben si racconta anche attraverso i rapporti intessuti con altri artisti protagonisti dell’epoca, con i quali ha collaborato o è entrato in contatto, da Gio Ponti a Piero Portaluppi, da Pier Luigi Nervi a Lucio Fontana, fino a Bruno Zevi e Udo Kultermann.

Giornate FAI: luce sulle opere di Richino Castiglioni a Busto, Castellanza e Gorla

busto arsizio richino castiglioni – MALPENSA24
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