Busto, minacce e busta con proiettile alla ex: stalker condannato

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BUSTO ARSIZIO – Stalker condannato a un anno e 4 mesi: dal 2014 perseguitava la ex. L’accusa aveva chiesto una condanna a un anno e sei mesi: all’uomo, 45 anni, è stata riconosciuta la seminfermità mentale. Di qui l’abbassamento della pena: il quarantacinquenne sconterà un anno in regime di libertà vigilata. La sua pericolosità sociale verrà periodicamente valutata dai medici che lo hanno in cura: “in questo modo – spiega l’avvocato Monica Alberti, legale della vittima – la mia assistita dovrebbe finalmente avere pace”.

Un incubo durato quasi 4 anni

L’incubo per la donna era iniziato nel 2014. Quattro anni fa la donna aveva deciso di interrompere la relazione durata quasi 10 anni con il quarantacinquenne. L’uomo ha dei problemi psichici acclarati: con le sue manie aveva praticamente fatto il vuoto attorno alla compagna. E lei, dopo così tanto tempo, aveva deciso di dire basta ad una relazione che considerava diventata ormai insostenibile. E’ a quel punto che il quarantacinquenne ha perso la testa, completamente. Iniziando a perseguitarla. Nella sua mente quello era il mezzo per riconquistare l’amata. Per la donna era l’inizio di un calvario che le avrebbe rovinato la vita per anni. Il quarantacinquenne ha iniziato a pedinarla. La seguiva ovunque: la donna se lo ritrovava sotto casa, fuori dal posto di lavoro, davanti al locale dove era uscita a bere un caffè. Il cellulare inondato da decine di messaggi ogni giorno. Messaggi che alternavano parole d’amore e suppliche di tornare da lui a insulti e concetti decisamente molto cupi. La vittima non trovava pace nemmeno di notte, perché ad ogni ora arrivavano telefonate mute al suo numero telefonico. Stessa sorte, dopo qualche mese era toccato alla madre.

Coltellate a quello che credeva essere la nuova fiamma della ex

In un’escalation ossessiva il quarantacinquenne era passato a gesti anche più eclatanti. Il sospetto, infatti, è che sia stato lui a inviare una lettera anonima all’indirizzo della ex contenente un proiettile. La donna all’improvviso si era ritrovata anche con l’auto vandalizzata. Nell’estate 2017, infine, il quarantacinquenne era stato arrestato a Varese per aver accoltellato quello che credeva essere il rivale in amore. Un conoscente della donna, scambiato dallo stalker per ciò che non era (ovvero il nuovo compagno della vittima) era stato aggredito e colpito da alcuni fendenti di coltello alle mani alzate davanti al corpo per difendersi dalla furia del quarantacinquenne. L’aggressione è oggetto di indagine da parte della procura di Varese: è un secondo procedimento a carico del quarantacinquenne. Oggi, venerdì 5 ottobre, è arrivata la condanna. Va detto che il quarantacinquenne è attualmente in cura per i problemi psichici che gli sono valsi la seminfermità mentale. Con i controlli imposti dalla sentenza di condanna la vittima dovrebbe poter tornare alla vita.

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