BUSTO ARSIZIO – Nessuno dei testimoni sentiti in aula era a conoscenza di eventuali difficoltà economiche di Emanuele Mirti, imputato per l’omicidio del commerciante Davide Gorla, ucciso a coltellate il 25 giugno 2025 nel suo negozio a Busto Arsizio. È quanto emerso nell’ultima udienza del processo davanti alla Corte d’Assise, dedicata all’esame dei testimoni della difesa. Mirti, 50 anni, residente a Castellanza, ha sempre respinto le accuse. La prossima tappa del procedimento è fissata per lunedì 23 novembre, quando prenderanno la parola Procura, parti civili e difesa per la discussione finale.
I viaggi e l’incidente
Nell’udienza di oggi, martedì 3 novembre, davanti alla Corte presieduta da Rossella Ferrazzi, con Daniela Frattini a latere, sono stati ascoltati colleghi, vicini di casa e cognati dell’imputato. I testimoni hanno ricostruito alcuni aspetti della vita di Mirti, soffermandosi in particolare sui viaggi periodici tra Castellanza e Roma, città dalla quale l’uomo si era trasferito nel Varesotto, e su un incidente stradale che lo aveva lasciato senza automobile. Le domande del pubblico ministero e dell’avvocato Roberta Bono, che assiste l’imputato, hanno riguardato anche eventuali episodi di aggressività e contrasti precedenti. Circostanze che, secondo quanto riferito dai testi, non hanno trovato riscontro.
Le condizioni economiche
Un altro punto affrontato nel corso dell’udienza è stato quello della situazione finanziaria di Mirti. Nessuno dei testimoni ha riferito di conoscere eventuali difficoltà economiche dell’uomo. Una vicina di casa ha ricordato che, in alcune occasioni, Mirti arrivava un po’ in difficoltà quando doveva affrontare i viaggi a Roma. I testi hanno inoltre confermato che l’imputato, già in passato, aveva scelto in diverse occasioni di radersi la barba.
Il 23 novembre la discussione
Con l’ultima udienza si è conclusa l’istruttoria dibattimentale. Lunedì 23 novembre è in programma la discussione finale, con gli interventi della Procura, delle parti civili e della difesa. Al termine delle arringhe, la Corte d’Assise si ritirerà in camera di consiglio per decidere sulla responsabilità penale di Mirti, chiamato a rispondere dell’omicidio di Gorla. La sentenza stabilirà se l’imputato debba essere condannato o assolto.
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