NOVARA / ARONA – Stessa odiosa tecnica, stessa scusa dell’auto coinvolta in una rapina e finti appartenenti all’Arma pronti a seminare il panico tra le vittime.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Novara, nel giro di appena 72 ore hanno tratto in arresto tre persone responsabili di raggiri ai danni di anziani. Un bilancio che porta a cinque gli autori di queste fattispecie delittuose assicurati alla giustizia dall’inizio dell’anno nel territorio novarese.
Primo episodio: colpo grosso a Lumellogno, 44enne fermato con l’oro addosso
Il primo fatto è avvenuto nella tarda mattinata di lunedì 29 ottobre a Lumellogno, frazione alle porte di Novara. A finire in manette, colto nella flagranza del reato di estorsione aggravata, è stato un uomo di 44 anni residente nell’hinterland milanese.
Il truffatore aveva preso di mira una pensionata di 76 anni. Spacciandosi al telefono per il “Maresciallo dei Carabinieri”, la sventurata era stata istruita a raccogliere e inventariare tutti i gioielli custoditi in casa con la scusa di verificare che non fossero il provento di un colpo messo a segno con la sua automobile. Una pressione psicologica fortissima, accompagnata da minacce di ripercussioni legali.
Ad attendere il malvivente all’uscita dall’abitazione c’erano però i militari della Sezione Operativa della Compagnia di Novara, che ne avevano notato i movimenti sospetti. Durante la perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di ben 328 grammi di monili in oro appena sottratti alla donna. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla 76enne, mentre il cellulare dell’uomo è stato sequestrato prima del suo trasferimento nel carcere di Novara.
Secondo episodio: la 73enne di Arona non ci sta e fa scattare le manette
È andata invece male ai due trasferisti giunti dalla Sicilia per colpire ad Arona. Il pomeriggio del 26 ottobre, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa del N.O.R. e della Stazione cittadina hanno arrestato un 47enne e una 26enne, entrambi pregiudicati e residenti in provincia di Catania.
In questo caso la vittima, una donna di 73 anni, era stata contattata da un sedicente “Maggiore dei Carabinieri di Novara” che le intimava di consegnare gioielli e preziosi a un incaricato per evitare presunti guai penali legati a un’autovettura a lei intestata. La donna ha però mantenuto una straordinaria lucidità: insospettitasi, si è rifiutata di aprire la porta e ha immediatamente composto il 112.
Le pattuglie sono giunte sul posto a sirene spiegate intercettando i due truffatori mentre tentavano la fuga a bordo di una Citroën C4, veicolo peraltro già segnalato nelle banche dati delle forze dell’ordine. Bloccati e perquisiti, i due sono stati trovati con i cellulari usati per il raggiro e tradotti rispettivamente nei carceri di Verbania e Vercelli.
