Busto si ferma per il Carnevale. Il Tarlisu (giù dal carro): «Tantissima gente»

BUSTO ARSIZIO – In migliaia in centro città – mascherati e non – per il Carnevale Bustese 2025. Spicca il maestoso carro del dio Efesto in onore dei cinquant’anni della Famiglia Sinaghina (e dei cento del suo fondatore Giovanni Sacconago), ma anche la prima volta del Tarlisu giù dal carro, per i problemi che costringono Antonio “Pedela” Tosi a girare in stampelle. E il nuovo percorso, con la presentazione dei carri davanti al parcheggio di via Einaudi invece che in piazza Santa Maria, non convince fino in fondo.

La sfilata

Il coloratissimo corteo con sei carri e dieci gruppi mascherati a piedi ha fatto quattro tappe principali: la partenza in via Zappellini, il passaggio in mezzo alla folla in via Einaudi per “omaggiare” il Tarlisu e prendersi gli applausi, quello in piazza Garibaldi dove si è concentrata la maggiorparte delle “maschere” e la conclusione con le premiazioni in via Fratelli d’Italia, di fronte al Municipio. In testa alla sfilata la Baldoria, davanti alle maschere ospiti – tra cui Arlecchino e Colombina – giunte da diverse città della Lombardia e del Piemonte, e poi il carro della Bumbasina rimasta sola senza il Tarlisu.

Il Tarlisu giù dal carro

«È la prima volta giù dal carro e spero sia anche l’ultima» rivela Antonio Tosi, che non nasconde tutto l’orgoglio sia «per il grande numero di persone» arrivate in città, sia per la presenza a Busto Arsizio delle maschere iscritte al Registro Nazionale, segno di «riconoscimento dell’importanza del nostro Carnevale». E che si prepara a riconsegnare le chiavi della città nelle mani del sindaco Emanuele Antonelli. «Questa settimana ho fatto smart working, “lauà da cá” – rivela il Tarlisu – ho contato i letti dell’ospedale nella speranza che quando ci sarà quello nuovo nel 2032 non siano meno di quelli che ci sono oggi. Fiducioso? No. Oltre all’ospedale efficiente e alle persone servono anche cuore e capacità…».

Assessori mascherati

Un anno fa il sindaco Antonelli aveva ironizzato sul terzo mandato, quest’anno si è limitato a ringraziare tutti gli “attori” del Carnevale per l’impegno, dai volontari che hanno realizzato i carri alla Polizia locale e alla Croce Rossa per l’assistenza prestata alla sfilata. In corteo l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che si è travestita da “antica romana” sul carro del dio Efesto, ma “in incognito” anche l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, irriconoscibile nel suo vestito da Gandalf e la delegata alle politiche educative Chiara Colombo in versione “dark”, mentre l’eurodeputata Isabella Tovaglieri si è limitata ad una sciccosissima maschera. A sfilare in borghese, come il sindaco, anche i consiglieri comunali Simone Orsi e Vincenzo Marra.

La Sinaghina fa cinquanta

Più di un pensiero da parte del Tarlisu, alias Antonio Tosi, è andato al “Giuan”, l’indimenticato Giovanni Sacconago che «ha fondato tutto sto ambaradan e quest’anno avrebbe compiuto cento anni». Sono invece cinquanta le candeline per la Famiglia Sinaghina, oggi guidata dal nipote di Sacconago, Simone Colombo: «Siamo particolarmente legati alle maschere di Busto». Alla fine della sfilata, davanti a Palazzo Gilardoni, le premiazioni: vincitori la scuola dell’infanzia San Cirillo tra i carri e Progetti Fantasia tra i gruppi a piedi . E poi, appena passato il corteo, scendono subito in campo i mezzi e gli addetti di Agesp Spa per ripulire le strade da coriandoli e stelle filanti.

La fotogallery

Chiavi di Busto al Tarlisu in stampelle. Ma che bordate su Agesp, piscina e derivati

busto arsizio carnevale tarlisu – MALPENSA24
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