CUVIO – Da un quarto di secolo entra nelle case portando storia e immagini dei paesi della Valcuvia, facendo rivivere ai più maturi i tempi passati e facendo conoscere ai giovani le tradizioni di una volta. È il “Taccuin de Cüvi”, l’annuale almanacco di Cuvio promosso da Filarmonica Cuviese e Pro loco di Cuvio. Il calendario 2024 è stato presentato ieri sera, sabato 9 dicembre, in occasione della tradizionale serata con il concerto natalizio della banda e la consegna delle borse di studio.
Da Cuvio all’Australia
Con questa edizione il calendario raggiunge l’importante meta dei 25 anni di attività, soprattutto grazie all’impegno e alla passione di Giorgio Roncari e Graziano Tenconi. Una storia che risale all’estate del 1999, quando si decise di lanciare la pubblicazione, dedicata in origine al solo paese di Cuvio, semplicemente per celebrare l’arrivo del nuovo millennio. Ma l’interesse fu talmente tanto da spronare gli autori a continuare nella compilazione anche negli anni a seguire, coinvolgendo l’intera Valcuvia. Col passare degli anni il calendario ha ricevuto attestati di stima anche dall’estero: da Francia, Svizzera e Germania fino alle Americhe (Uruguay, Argentina, Canada) e all’Australia, dove i valcuviani emigrati possono rivivere con affetto e nostalgia le vicende storiche della valle. L’almanacco cuviese si presenta ogni anno nella consueta veste, con le notizie degli appuntamenti che animano il centro valle e le foto storiche che accompagnano gli scritti dedicati alla Valcuvia.
I termini del dialetto
Gli argomenti affrontati negli anni sono stati tanti, dai personaggi famosi ai trasporti fino alla guerra, lo sport, i mestieri, la religione e la natura della Valcuvia. Nel “Taccuin” 2024 la vita e le abitudini di un tempo vengono illustrate attraverso i termini del dialetto della valle. Vengono elencate espressioni ancora note e utilizzate, in particolare da chi è più in là con gli anni, ma presenti anche nella memoria di chi ha sentito parlare in casa nonni e genitori. Parole come “basell” ovvero gradino, “cò” per definire la testa, “magiostra” per indicare la fragola o “zicch” che significa “poco”. Ma si riscoprono anche vocaboli che si usavano una volta ma che ormai sono caduti in disuso e nascondono nella loro spiegazione forti tracce della cultura locale. Qualche esempio? “Bru-bru” per indicare una persona rozza e grossolana, “pedrèe” (lo stomaco delle galline), “scorlera” (la smagliatura della calza) o “resiatt”, cioè piantagrane.
Foto di comunità
“Vinticingh ann de calendari – Vinticingh ann de noster ropp” è il titolo scelto per il calendario che scandirà i prossimi 12 mesi. In cima alle pagine mese per mese accompagnano i testi le foto d’epoca, testimoni di una vita di comunità che va sempre più perdendosi. Dalla sfida di calcio tra scapoli e ammogliati vergobbiesi negli anni Sessanta alla gita alle Isole Borromee nel 1921 degli abitanti di Duno (offerta dal neo eletto sindaco) fino alla visita di leva a Gavirate per i coscritti di Cuvio della classe 1930 si scoprono tante sfaccettature di un passato fatto di vita di paese.
