Cavaria, sulle dimissioni dell’assessore è scontro: «Sindaco con la coda di paglia»

Il sindaco Zeni e l'ex assessore Scaltritti

CAVARIA CON PREMEZZO – Tre faccine da clown, che sono più eloquenti di ogni parola. Sul suo profilo social, l’ex assessore Irene Scaltritti ha dato, in sostanza, del pagliaccio al sindaco Franco Zeni. Per poi rincarare la dose con un «coda di paglia» che alimenta i (già molti) dubbi su cosa l’abbia spinta a lasciare la giunta di Cavaria con Premezzo. E mentre il primo cittadino chiede chiarimenti e lamenta di non essere stato informato, il suo ex assessore reagisce di petto e affonda: «Le ragioni le sa benissimo». E monta il caso.

Cosa è successo?

Zeni non ha fatto mistero dei molti punti di domanda che ruotano intorno alle dimissioni di Scaltritti. Le stesse domande che si è posta la Lega, partito che esprime sia il sindaco che l’ex assessore. Di fatto, tutti si chiedono cosa sia accaduto di irrimediabile – oltre alle visioni differenti che, inevitabilmente, possono far parte dell’attività amministrativa – da rovinare un rapporto consolidato negli anni come quello fra Zeni e Scaltritti. Anche grazie a battaglie politiche portate avanti insieme, come – ed è solo un esempio – lo scontro con l’ex vicesindaco Lucia Ciconte quando le sono state ritirate le deleghe. Non solo: alle spalle hanno i primi cinque anni del mandato Zeni dal 2019 al 2024, durante i quali hanno lavorato per poi ripresentarsi uniti alle Amministrative dello scorso giugno. Alle urne era arrivata la conferma: bis in fascia tricolore per lui, miss preferenze per lei. Senza dimenticare l’intensa attività social: foto, inaugurazioni, stima reciproca. Poi cosa è successo?

Scontro aperto

Dalle domande di Zeni alle domande della Lega. Ma per Scaltritti la risposta è evidente. O almeno è quello che emerge dall’ultimo messaggio social al vetriolo rivolto proprio al sindaco: «Le ragioni le sa benissimo». Di più: «Io di voglia di lavorare ne avevo eccome, qualcuno me l’ha fatta passare». E ancora: «Come sempre si rigira la frittata. Forse un più corretto “no comment” sarebbe stato più elegante». Fino all’affondo: «Quando si dice la pezza è peggio del buco». Lapidaria e incisiva. Nel frattempo, è scontro aperto a Cavaria con Premezzo.

Cavaria, il sindaco dopo le dimissioni di Scaltritti: «Non mi ha detto niente»

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