BUSTO ARSIZIO – Dalla Boardwalk Srl di via Culin al Rudolf Hub 1922 di via Zappellini. Le fabbriche tessili che hanno fatto la storia dell’ex Manchester d’Italia lasciano il posto alle imprese innovative e diventano anche luoghi di cultura per la Busto del nuovo millennio. E se la cultura diffusa è un’impronta che appartiene a tutti i festival di Busto, M(a)y Fiber ha accentuato più di altri questa dimensione.
L’ex fabbrica di via Culin
Tra le prime tappe del viaggio ideale nei luoghi della cultura diffusa, c’è stata la nuova sede di Boardwalk Srl, società di consulenza guidata da Emilio Buonanno. In via Culin, tra la sede della Lega e l’incrocio dell’Istituto La Provvidenza, si apre un portone in legno dietro al quale c’era la storica fabbrica tessile Taglioretti. La parte che si affaccia su via Culin è stata pregevolmente recuperata grazie all’iniziativa dei proprietari (la famiglia Gallo) e in gran parte messa a disposizione di Boardwalk, la cui sede originaria è in via Gavinana. Uffici al piano terra e una “foresteria” per i collaboratori neo-laureati al piano superiore.
La mostra a Boardwalk
M(a)y Fiber ha svelato il recupero-gioiello grazie alla mostra “Annotazioni” di Antonio Bernardo che è ospitata all’interno degli uffici di Boardwalk (24 opere appese alle pareti, visite su prenotazione dal lunedì al venerdì fino al 31 maggio) e ad un’installazione di Mimmo Totaro, il fondatore di Miniartextil, posizionata nel cortile. Dove a fare da quinta ci sono dei pannelli che dividono l’ampio cortile da quel che rimane della vecchia industria tessile, che nei piani verrà recuperata e che sul lato opposto si affaccia sul parcheggio di vicolo Landriani.
“Bluemotion” a Rudolf Hub

«Spazi di illuminato recupero e illuminata gestione». Li ha definiti in occasione del vernissage della mostra la vicesindaco e assessore alla cultura Manuela Maffioli. E lunedì 20 maggio a pochi metri di distanza, ma verso la via Zappellini, un altro “illuminato recupero” – quello della Rudolf Hub 1922, divisione del Rudolf Group – è protagonista di un altro appuntamento di M(a)y Fiber, la mostra “Bluemotion” che espone capi in denim che ripercorrono la storia del blue jeans dalla fine dell’800 a oggi.
