Da Azione al M5S: prove tecniche di campo largo per battere il centrodestra

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Reina e Binaghi (a sinistra); Bernardoni (al centro); Genoni e Pennati (a destra)

VARESE – Parliamo di politica, della prima riunione del centrosinistra in versione “large”, che si è tenuta ieri sera (martedì 7 ottobre) in quel di Gallarate, ma partiamo dal calcio. Quello parlato, genuino degli anni Ottanta. E dalla perla dell’allora presidente del Catania Angelo Massimino, il quale, davanti alla domanda di un giornalista in cui veniva evidenziato che la squadra era sfilacciata – “Presidente a questo Catania manca l’amalgama“- il patron catanese, uomo attivo nel campo edile, rispose secco: “Ditemi dove gioca che la compro”.

L’amalgama non si compra

E l’amalgama serve un po’ ovunque al centrosinistra che si appresta ad affrontare il turno elettorale del 2026, dove solo Somma Lombardo è sopra i 15 mila (e deve cercare di mantenere anche Luino), ma già guarda al 27, con Varese da difendere e Gallarate e Busto città in cui PD e compagnia dovranno compiere l’impresa. Tre grandi realtà con tre situazioni agli antipodi. A Varese il campo è già largo, ma andrà ritoccato, cementato e, se possibile, allargato. Gallarate e Busto bisogna costruire se non da zero, quasi. Roba da grimpeur.

Tutti presenti

Quello che si è riunito ieri sera nella sede del Partito Democratico di Gallarate era un tavolo con 5 gambe. Ovvero tutte le forze che, sulla carta, compongono il campo largo del centrosinistra. C’erano: Alice Bernardoni, segretario provinciale del PD; Franco Binaghi, segretario provinciale di Azione; Salvino Reina, segretario provinciale di Italia Viva; Luigi Genoni, referente pentastellato del Sud della Provincia e Alessandro Pennati, referente di AVS. Certo, non solo loro. Ogni partito, infatti, era presente anche con segretari o referenti cittadini. Soprattutto i gallaratesi, padroni di casa.

Primo obiettivo raggiunto

Il primo obiettivo, facile ma non scontato, è stato raggiunto: portare tutti almeno alla prima riunione per capire (per dirla alla Benigni e Troisi) “chi siamo, quanti siamo, dove andiamo”. C’era Azione e pure i Cinque Stelle. E tutti i presenti hanno concordato di esplorare la possibilità di mettere in campo il centrosinistra formato “large”, appunto, da Azione ai Cinque Stelle, per provare a ribaltare lo strapotere che il centrodestra ha in alcune realtà. Gallarate e Busto, ad esempio. E qui il refrain è stato: “Le divergenze nazionali possono diventare convergenze se dobbiamo risolvere i problemi dei nostri territori e delle singole città”.

Pronti via. Un momento…

Bene, tutti d’accordo si parte? Calma e gesso. A parte che qualcuno a fine riunione ha regalato una battuta alla nostra domanda: “Chi c’era?”. Risposta: «Tutti. Anzi no, mancavano gli antagonisti dei centri sociali». Ironia che da un lato evidenzia l’ampiezza del campo e dall’altro fa emerge che le difficoltà non mancheranno.

Però. quella di ieri sera è stata una riunione esplorativa, convocata su spinta del Partito Democratico che ha voluto aprire il percorso comportandosi da socio maggioritario. Partito leader che però dovrà anche muoversi nel rispetto delle sensibilità altrui. Fuori dai denti: non deve accadere un altro caso Saronno, dove tutti sono stati chiamati a portare acqua alla candidata Ilaria Pagani, ma poi, quando è stato il momento di brindare con le bollicine, quelli di Italia Viva stati lasciati a bocca asciutta.

L’asfalto delle nostre strade non ha colore politico

Anche perché il campo largo versione “large” deve amalgamare (ci vorrebbe Massimino) Azione e i Cinque Stelle, che proprio non “ci azzeccano”. E a volte, mettere in tasca le questioni nazionali non è semplice quando fai politica in città come Busto, Gallarate e Varese dove i temi locali s’intrecciano con le visioni generali dei partiti di appartenenza.

Liste autonome e valorizzazione del civismo

«Però abbiamo il dovere di avviare questo percorso», hanno detto un po’ tutti, dal PD in giù. «Finché non proviamo, non possiamo sapere se l’alleanza è o non è possibile. Magari lo sarà in alcune realtà e in altre no», hanno commentato alcuni partecipanti. Insomma, il centrosinistra la prende larga. «Del resto – ha dichiarato Binaghi di Azione – noi siamo convinti che sulle priorità amministrative si possa dialogare anche con i Cinque Stelle. Se bisogna asfaltare le strade le vedute differenti su Sanità e politiche ambientali non incidono». Come?, chiediamo. «Prendiamo Busto – ha continuato – Per noi sarebbe davvero complicato sostenere un candidato sindaco di Fratelli d’Italia o della Lega. Per questo vogliamo costruire una lista liberale, moderata autonoma che comprende Azione, ma anche il civismo di Busto al Centro e l’area dell’ex assessore Salvatore Loschiavo. Percorso che tenteremo di fare anche a Gallarate. Sulla scorta delle positive esperienze di Saronno, Castellanza e Malnate dove abbiamo eletto anche nostri rappresentanti».

E Forza Italia?

E, «di campo extra large – domandiamo – con quella parte di moderati insofferenti a un centro destra destra non avete parlato?». Anche qui, chi si espone è Binaghi: «La frattura dentro Forza Italia è ogni giorno sempre più evidente. Come anche la contraddizione che vede i forzisti quale unica forza che fa riferimento dei Popolari europei ad essere alleata con le destre a Bruxelles. Noi pensiamo invece che il modello provincia debba essere esplorato con maggior decisione, anche in vista delle prossime amministrative. Impossibile? Finché non si tenta lo sarà».

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