LEGNANO – In un anno di attività, il servizio di sostegno psicologico del progetto 300+1 ha preso in carico 40 persone, offrendo loro ascolto, supporto e percorsi personalizzati per affrontare il disagio legato alla disoccupazione e all’esclusione sociale (nella foto, uno dei colloqui offerti). Fra queste storie, spicca quella di Vittoria (il nome è di fantasia), una giovane donna che, grazie a un intervento coordinato fra diversi servizi del territorio, è riuscita a trovare una via verso l’autonomia e il benessere personale.
300+1 è un programma volto a promuovere l’occupazione, affrontare difficoltà economiche e migliorare il benessere psicologico di individui e nuclei familiari in condizioni di fragilità socioeconomica. Guidato dalla cooperativa sociale Albatros, capofila di un’ampia rete di partner, il progetto opera nei territori di Legnanese, Castanese, Abbiatense e Magentino, grazie alla collaborazione di Fondazione Ticino Olona e al contributo di Fondazione Cariplo, Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo e Fondazione Peppino Vismara.
Il caso (risolto) di Vittoria
Per i suoi promotori, il caso citato evidenzia l’efficacia del progetto. «Segnalata per una situazione di forte disagio, Vittoria affrontava difficoltà economiche familiari e un bisogno urgente di affermazione sociale – racconta Daniele Casini, vicepresidente di Albatros e coordinatore del progetto 300+1 – Durante i colloqui di supporto psicologico, è emersa la necessità di iniziare un percorso di inserimento lavorativo per restituirle sicurezza e indipendenza. Grazie alla collaborazione con i servizi invianti e con Afol, attraverso il Bando Emergo, Vittoria ha intrapreso un tirocinio in una cooperativa del territorio, finanziato da Città metropolitana. Questo percorso le ha permesso di rimettersi in gioco e di gettare le basi per una stabilità personale, economica e sociale».
Fra i profili delle persone segnalate, spiccano situazioni di grave disagio economico, sovraindebitamento e in alcuni casi perdita dell’abitazione, difficoltà familiari complesse, come donne vittime di maltrattamenti o che per anni hanno accudito familiari anziani, e ancora persone con deficit cognitivi o difficoltà psichiche. In questi casi, il lavoro assume un ruolo terapeutico, offrendo non solo una stabilità economica ma anche un’opportunità di riscatto sociale e personale.
Forte: «Funziona l’integrazione tra sostegno psicologico e lavoro»
Per Salvatore Forte, presidente della Fondazione comunitaria Ticino Olona, «il progetto 300+1 dimostra come l’integrazione tra supporto psicologico e percorsi lavorativi possano fare la differenza nella vita delle persone. Il lavoro, oltre a rappresentare una fonte di reddito, diventa un mezzo di riscatto e crescita personale, aiuta a ritrovare autostima e stabilità emotiva. Progetti come questo confermano l’importanza di un’azione coordinata fra diversi servizi che, insieme, possono rispondere con efficacia ai bisogni di chi vive situazioni di fragilità, offrendo opportunità reali di rinascita».
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