BUSTO ARSIZIO – Il parere della Soprintendenza dei Beni Culturali sul progetto #viviBusto2030, la maxi-operazione di rigenerazione urbana dell’ex Borri e delle altre incompiute del centro città, «non è una bocciatura». Ad affermarlo è il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli. «Non vedo grossi problemi per le destinazioni ipotizzate. Dovremo tenere conto delle prescrizioni in fase di progettazione».
Il parere

La lettera della Soprintendenza ai Beni Culturali con il parere preliminare sullo studio di fattibilità per la rigenerazione del Borri, del Conventino, dell’ex carcere, della Villa Radetzky e dell’ex presidio militare austriaco di via Roma, è stata recapitata qualche giorno fa a Palazzo Gilardoni. «Non pregiudica nulla perché per ora abbiamo presentato solo un’idea di massima, un vero progetto ancora non c’è» spiega il sindaco Antonelli a proposito del documento, di cui ha già ricevuto una prima valutazione dal dirigente alle opere pubbliche proprio nella giornata di oggi, 16 marzo.
La fase di progettazione
«Dopo aver acquisito tutti i pareri, tra cui quello della Soprintendenza ma non solo, il prossimo passo infatti sarà il bando per la progettazione degli interventi da realizzare – aggiunge il sindaco – ed è lì che terremo conto di tutte le indicazioni ricevute. Il progetto vero e proprio a quel punto dovrà rispondere alle prescrizioni dei vari enti». Insomma, saranno i professionisti incaricati alla redazione dei progetti sui cinque interventi di riqualificazione a dover rispettare i “paletti” indicati dalla Soprintendenza per restituire un’ipotesi di intervento che sia rispondente alle prescrizioni.
I “paletti” da rispettare
Ma è da escludere, ad esempio, che l’Auditorium della musica, fulcro del progetto dell’ex Borri, possa essere incompatibile con i vincoli delle “Belle Arti”: al massimo potrà esserne rivista la capienza. E lo stesso discorso vale per gli altri “gioielli” da rigenerare. «Per ora siamo in una fase embrionale – aggiunge l’assessore all’urbanistica Giorgio Mariani – ne stiamo ancora discutendo in attesa del bando per la progettazione». Gli unici progetti già definiti sono quelli del Conventino e dell’ex carcere, su cui almeno per una parte dovrebbe intervenire Soceba, il privato che ha costruito il complesso residenziale di piazza Vittorio Emanuele.
