Accoltellata dall’ex alla festa della mamma. Il messaggio di Barbara sui social

fagnano barbara andretti

FAGNANO OLONA – Diciotto coltellate. Che mostra sulla schiena sotto la scritta Family. Un segno. Pesante. Da sopravvissuta. «Le sentivo come pugni. Poi ho capito cosa fossero». Barbara Andretta racconta oggi quello che è accaduto l’8 maggio del 2017: «Festa della mamma. Ma mio figlio Alessio ricorderà una storia diversa». Ricorderà il piccolo, che oggi ha 5 anni, la storia di una madre coraggiosa. «Sono stata io a chiamare i soccorsi». La storia di Barbara Andretta raccontata a Malpensa24.

Su Tik Tok 27mila followers

E oggi Barbara racconta la sua storia su Tik Tok, con 27mila followers, per spiegare cosa sia davvero la violenza. Contro le donne «Con mio figlio, nostro figlio, che all’epoca aveva soltanto 17 mesi». Una battaglia di civiltà, la sua «Perché non accada ad altre, perché non ferisca i bambini». Il lui di questa vicenda ha un nome e un cognome: Simone Zanirato, condannato a 9 anni e 6 mesi per la violenza inferta, padre del piccolo Alessio. «Padre mai allontanato – spiega Barbara – Perché non voglio che mio figlio si perda niente. E del resto, non gli hanno tolto la patria podestà». Padre che mentre Barbara era in attesa, a soli 21 anni, era disinteressato al bimbo e alla madre. «Preferiva andare fuori con gli amici, andare a pescare», racconta la ragazza. Eppure era geloso. Geloso follemente. Tanto che la settimana prima ha accoltellato per gelosia l’amico che mi aveva aiutato per il trasloco».

Il mio impegno per le donne

fagnano barba andretta

Quando Zanirato accoltella Barbara era ai domiciliari. «E’ accaduto in garage – spiega Barbara – Una delle coltellate è arrivata vicina al midollo spinale. Ai sanitari ho detto: se dovete tagliatemi la gamba. Ogni volta che l’ambulanza prendeva una buca io sobbalzavo dal dolore». Oggi per Barbara è diverso. «Ho deciso di raccontare la mia storia perché nessuna donna debba più subire questo. Ho difficoltà a camminare per quella coltellata. La gamba non me l’hanno tagliata, ma è una fatica ogni giorno. Ma questo mi ricorda l’accaduto. Io non ho mai vietato al padre di vedere il figlio, ha ancora la patria podestà. Ma mi batto ogni giorno. Al primo schiaffo denunciate: oggi io voglio aiutare le altre donne. La mia esperienza è qui. Sono viva, sono una sopravvissuta. Cerco lavoro, sono diplomata all’aberghiero, ma il mio impegno è per tutte le altre donne. Denunciate e non subite. Mi hanno accoltellato alla festa della mamma. La festa della mamma deve essere un’altra cosa. E’ un simbolo di vita».

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