BUSTO ARSIZIO – Mancano otto giorni al congresso di Forza Italia di Busto Arsizio e il candidato unitario ancora non si vede all’orizzonte. Proprio come a Gallarate, dove l’assise degli azzurri è stata rimandata in extremis per dare ai due “capi-corrente” Nicola Mucci e Rocco Longobardi più tempo (due settimane) per trovare una quadra su una figura condivisa. Finirà così anche a Busto? Qui però la situazione è differente, perché è sempre più accreditata da “radio palazzo” l’ipotesi di un clamoroso addio degli attuali rappresentanti eletti del partito in consiglio comunale, Orazio Tallarida e Laura Rogora. Diretti verso Fratelli d’Italia.
Stallo azzurro
Il conto alla rovescia per il congresso cittadino è partito, ma la situazione rimane di stallo, come già da mesi, da quando si è registrata un’impennata di tesseramenti – si parla di circa 250 iscrizioni – che ha rivoluzionato gli equilibri interni alla sezione di Busto Arsizio del partito fondato da Silvio Berlusconi. Tra ritorni pesanti, come quello dell’ex sindaco Gigi Farioli, e new entry altrettanto eclatanti, come Marco Reguzzoni – già delfino di Umberto Bossi in Lega, che risulta iscritto a Milano ma si fa sentire eccome anche a Busto Arsizio – la sfida per la segreteria è una partita tra l’ex assessore Alberto Riva e il gruppo trainato da Orazio Tallarida, che esprime l’attuale commissario di sezione Laura Rogora. L’input dall’alto, come in tutta la Lombardia, è quello di celebrare un congresso unitario senza divisioni, ma finora non si è arrivati ad una mediazione efficace. C’è solo una settimana ma nel frattempo entrambe le “correnti” starebbero preparando le liste con i rispettivi candidati.
L’incognita Rogora-Tallarida
La sfida fratricida però non è un’opzione, per il coordinamento regionale, quindi il rischio di arrivare al rinvio anche a Busto Arsizio, come già a Gallarate, sale con l’avvicinarsi della scadenza di presentazione delle candidature. Qui però c’è una variabile in più, rappresentata dalla possibilità di un clamoroso trasloco di Orazio Tallarida e Laura Rogora in Fratelli d’Italia. Dopo la “benedizione” ricevuta dal padre nobile del Circolo Almirante, Ninetto Pellegatta, nei “Fratelli” di Busto si è registrato qualche malumore, ma per i ben informati sarebbe solo questione di tempo per suggellare l’operazione, con l’avallo del sindaco Emanuele Antonelli. Nel caso, al netto di un rinvio, il doppio addio spianerebbe la strada ad Alberto Riva come nuovo segretario cittadino.
Tutti forzisti, nessun forzista
Cosa succederà a quel punto in consiglio comunale? Paradossalmente, se Forza Italia mettesse insieme tutti i suoi iscritti e simpatizzanti, sarebbe il primo gruppo in assoluto e surclasserebbe gli alleati di Lega e FdI. Oltre a Rogora e Tallarida, infatti, hanno già in tasca la tessera firmata da Antonio Tajani i consiglieri Marco Lanza (Lista Antonelli, in quota Libertas) e, dall’opposizione, Emanuele Fiore (gruppo misto), Gigi Farioli e Giuseppina Lanza (che fanno parte de L’Italia c’è di Gianfranco Librandi), ma sono notoriamente vicini agli Azzurri anche gli “antonelliani” Francesca Gallazzi e Roberto Ghidotti. In tutto fanno (meglio, farebbero) otto consiglieri.
Il maxi-gruppo che non c’è
La realtà invece è molto più prosaica: anche in caso di passaggio di Rogora e Tallarida in Fratelli d’Italia – che a sua volta diventerebbe il gruppo consiliare più numeroso al pari della Lista Antonelli – non è ancora detto che in consiglio si riformerebbe, perlomeno non subito, un nuovo gruppo di Forza Italia. Anche perché sarebbe composto in gran parte da componenti che oggi sono in minoranza (Farioli, Fiore e Giusy Lanza, oltre all’altro Lanza, se deciderà di allontanarsi dalla civica del sindaco di cui è capogruppo) e quindi rischierebbe di avere scarso margine di manovra sui tavoli politici. Del resto il sindaco Antonelli lo ha già messo in chiaro in tempi non sospetti – quando si è iniziato a vociferare di un super-gruppo allargato di Forza Italia a palazzo Gilardoni – di non avere alcuna intenzione di riaprire la partita del rimpasto in virtù di una modifica degli equilibri politici legata agli ingressi e ora bisognerebbe capire se, e quando, i diretti interessati avranno davvero la convenienza di mettere a punto questa operazione che potrebbe ridisegnare la geografia del consiglio comunale.
Busto, Rogora e Tallarida tentati dai “Fratelli”? Il rumor alla vigilia del congresso FI
