GALLARATE – Prima un piatto bollente di “risott e luganiga” preparato nel pentolone da record dai volontari e poi le fiamme che insieme alla “vecchia” hanno bruciato le paure e le cose negative scritte dai bambini (e non solo) sui bigliettini gettati nel rogo. Nei disegni, mostrati da Marco Valera, coordinatore dell’oratorio di Arnate, a far paura quest’anno sono soprattutto la guerra e il bullismo, ma anche i litigi dei propri genitori, il senso di abbandono e il non essere all’altezza delle aspettative. Attraverso le loro emozioni, a Gallarate si è rinnovato il rito della Giubbiana. E a giudicare dalle tantissime persone presenti stasera, 30 gennaio, all’oratorio di Arnate, si dimostra uno degli eventi della tradizione popolare più amati in città.
La festa e il risotto
L’appuntamento con la Gioeubia è stato organizzato dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune, assessorato alla Cultura, e con il sostegno della Comunità pastorale Maria Regina della famiglia. In attesa che il fantoccio venisse bruciato, si sono messi tutti in coda per il risotto. I volontari ne hanno preparati 120 chilogrammi, per un totale di 1500 porzioni. Insieme all’amministrazione comunale e a monsignor Riccardo Festa, non è voluto mancare per l’accensione del rogo anche il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello. Nel suo discorso ha invitato i giovani a imitare i tanti volontari che stasera, in cucina, nel servizio d’ordine o con la divisa della Croce Rossa e della Protezione civile, hanno permesso la buona riuscita dell’evento.
La Gioeubia al Camelot
Quella di Arnate non è stata l’unica Gioeubia di Gallarate, perché il primo falò della giornata è stato acceso nel pomeriggio alla Rsa Camelot. La manifestazione, simbolo di rinnovamento e speranza per celebrare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, è stato accompagnato dal tradizionale rinfresco con prodotti tipici locali e degustazioni di specialità gastronomiche offerte a tutti i partecipanti. Tutta la struttura dei Ronchi si mobilita ogni anno per la buona riuscita di questo evento che vede il prezioso supporto, oltre che dello staff di animazione, anche dei volontari dell’associazione “Cavalieri di Camelot” e dell’associazione dei dipendenti “La dama del lago”. Con la partecipazione del sindaco Andrea Cassani e di una delegazione della giunta, è stato un momento di ritrovo e condivisione aperto a ospiti, familiari, ma anche a diverse famiglie che non hanno voluto aspettare gli appuntamenti serali. «Abbiamo voluto concludere l’inverno in allegria – spiegano i vertici della struttura – con una grande festa collettiva e intergenerazionale per rafforzare così sempre di più il legame con la comunità e le sue tradizioni più sentite. Il Falò della Giobia non è solo una festa, ma un momento che ci ricorda l’importanza di ritrovarci, di custodire le nostre tradizioni, di cui i nostri anziani sono testimoni e di rinnovare insieme la speranza per il futuro».
Busto, pienone per il falò della Giöbia. In piazza la risottata per 1500
