Le opposizioni: «Vogliono indebitare Gallarate come ai tempi di Mucci»

Gallarate mutui indebitamento comune

GALLARATE – Un numero, secondo Cesare Coppe (Città è Vita), spiega più di ogni altro perché il suo gruppo, Pd, Lista Silvestrini e Ocg martedì sera voteranno contro al bilancio previsionale del Comune di Gallarate: «Dal 2023 al 2026 questa maggioranza ha intenzione di aprire mutui per 22 milioni di euro. Che, sommati a quelli che stiamo ancora pagando, porterà alla città ad avere debiti per 33 milioni di euro, proprio come quelli lasciati dalla giunta Mucci nel 2011. E sappiamo tutti com’è andata». 

Debiti e servizi 

Nella conferenza stampa convocata oggi, 15 dicembre, il centrosinistra e Ocg si mostrano preoccupati sulla manovra finanziaria in approvazione tra 4 giorni in aula. «Sono numeri fuori misura e fuori da ogni logica», dice il consigliere comunale di CèV. «Il Comune passerà da pagare 300mila euro all’anno per le rate dei mutui a 1,7 milioni di euro all’anno per vent’anni». Cosa significa lo spiega Margherita Silvestrini (Pd) «perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle quando abbiamo amministrato la città. Siccome non ci saranno altre entrate, vorrà dire tagliare servizi e trovarsi in difficoltà a reperire risorse  anche quando c’è da sistemare un banale guasto in un bagno delle nostre scuole. Questo per cosa? Per costruire un Palazzetto senza nemmeno trovare il coraggio di spiegare perché lo ritengono così utile». 

Il Centro diurno disabili 

Le minoranza, preannuncia Silvestrini, con un emendamento daranno battaglia anche per il mantenimento del Centro diurno disabili di Cedrate, rimettendo a bilancio per ogni anno la spesa storica dei costi di gestione (circa 600mila euro): «L’assessore ai Servizi sociali, Chiara Allai, durante l’ultimo consiglio comunale ha abbozzato soluzioni alternative che ci sono parse molto approssimative». Anche perché, aggiunge il capogruppo dem Giovanni Pignataro, «con meno della metà delle risorse a disposizione ci chiediamo come pensa di mantenere lo stesso servizio». 

Le tariffe

Infine le tariffe, oggetto anche di una delibera di giunta in extremis. «Sbandierano che non vengono modificate, ma non è vero», dice Carmelo Lauricella (Pd). All’asilo nido, dal 121esimo in graduatoria fino al limite massimo di capienza innalzato a 210, «le famiglie anche con redditi bassi rischiano di pagare cifre inaccessibili». Sono state rimodulate anche le compartecipazioni del Comune per i disabili e gli anziani ricoverati in struttura. E, conclude Silvestrini, «naturalmente a svantaggio delle famiglie, anche se continuano a sostenere il contrario». 

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