“Gazidis avrà difficoltà, Monchi studia un progetto vincente”, parola di Gandini

Gandini Monchi Milan

Milan e Roma continuano a essere nei pensieri dell’ex Amministratore Delegato, Umberto Gandini. Ne ha parlato nelle ultime ore in diretta a “Tutti Convocati” su Radio 24. Il dirigente, che dopo la partenza da Roma, sembrava essere vicino a un clamoroso ritorno al Milan, al momento è un disoccupato di lusso. In attesa di nuove proposte di lavoro. Intanto ha rialsciato dichiarazioni interessanti. Gandini ha avvertito Gazidis “in Italia per lui non sarà facile” e ha elogiato il lavoro del Ds romanista Monchi “Ha un progetto vincente”.

Chi è Gazidis

“Avendo avuto questa esperienza venticinquennale – ha spiegato – 23 anni con il Milan e 2 con la Roma, mi sono ritrovato con piacere a essere conteso sul mercato. Ho lasciato Roma, ma non torno al Milan per tutta una serie di motivi. Dopo aver ragionato con la società e soprattutto con Gazidis, che mi vanto di conoscere molto bene, con cui abbiamo concordato che non ci fossero le condizioni per tornare in società. E quindi sono sul mercato”. “Non torno al Milan per una serie di motivi, ho parlato con la proprietà e soprattutto con Gazidis che conosco molto bene e abbiamo convenuto che non era il caso di tornare in società, quindi sono sul mercato. Conosco Gazidis da tantissimi anni, da quando era in MLS, lui ha un background legale. E’ stato vice commissioner della MLS, nel corso degli anni è cresciuto e un po’ a sorpresa venne scelto come amministratore delegato dell’Arsenal, che stava cambiando proprietà, passando da una squadra gestita da 2/3 famiglie a Stan Kroenke, il magnate americano. E’ una persona posata, diplomatica, è entrato in punta di piedi e ha fatto grandi numeri a livello di soldi. In campo gestiva Wenger, fuori dal campo lui nonostante tanti problemi a livello societario con i soci che vendevano quote di società e avevano problemi tra loro”. Poi sulla Roma di Monchi:

Monchi è un vincente

“Con lui ho lavorato poco più di una stagione, ma ho avuto modo di conoscerlo prima in occasione del trasferimento di Bacca dal Siviglia al Milan. Monchi è un grandissimo professionista, è molto preparato, ha una conoscenza vasta dei calciatori e ha soprattutto l’abilità di andarli a cercare. È facile riconoscere il campione del mondo della Francia e portarlo nel tuo centrocampo, ma è difficile andare a cercare Cengiz Under che è diventato un giocatore importante. Monchi è uno che tiene moltissimo ai suoi metodi, alla sua visione e ha un progetto di medio termine. Lui è qui per cercare di far diventare la Roma una squadra che provi a vincere tutti gli anni una delle competizioni a cui partecipa. Sappiamo benissimo che alla fine vince uno e molti invece che perdono, ma questo non vuol dire che i molti che perdono hanno fallito una stagione. Pensavo che la Roma partisse in modo migliore, sono rimasto un po’ sorpreso, ma l’inizio di quest’anno è stato molto simile a quello dell’anno scorso perché anche nella stagione precedente le problematiche erano sulla bravura di Di Francesco. Dzeko faticava all’inizio della scorsa stagione e sta faticando all’inizio di questa. La cosa straordinaria di questo mestiere è che hai la grandissima responsabilità di lavorare con le emozioni delle persone e questa è una cosa che i proprietari devono imparare al più presto perché siamo troppo importanti per la vita di tutti i giorni delle persone. Sì è vero i dirigenti fanno vincere le società, ma poi sono i giocatori che scendono in campo e sono loro che fanno vivere i sogni. Questo lo devono capire anche i proprietari: ad esempio nel Milan bisogna fare in modo che andare a San Siro sia importante come è importante per un madridista andare al Bernabeu”.

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