CASSANO MAGNAGO – Non nella sede del partito, perché sono quelli che: «Vogliamo un Pd aperto anche ai simpatizzanti e a coloro che non hanno più rinnovato la tessera». Non nel capoluogo dove i dem hanno ribaltato lo strapotere leghista e nemmeno alla Schiranna dove si tiene la festa dem più lunga d’Italia, «ma al Borgorino di Cassano, perché crediamo in un partito non “Varese-centrico” e pensiamo che le feste dem siano luogo di confronto per chi crede nei nostri valori e non solo per i militanti».
Sfida aperta ad Alice Bernardoni
Insomma, almeno nella forma (perché nella sostanza la partita è ancora tutta aperta) i Giovani democratici provano a cambiare gli schemi e lanciano la candidatura di Giacomo Fisco alla segreteria provinciale in questo sabato (29) di fine luglio. E insieme al candidato c’è tutto il gruppo giovani: Anna Zambon, consigliere comunale a Gallarate che ha già stretto un ticket con Fisco; Michelangelo Moffa, segretario provinciale Gd; Riccardo Tomaiuoli, segretario Gd Varese, Valentina Ferrati segretario Gd Gallarate; Elisabetta Acquaviva, vicesegretaria Gd Varese; Pierluigi Lucchina, segretario GD Laghi.
Candidatura non generazionale
Dati anagrafici alla mano, quella di Fisco è la candidatura dei giovani. «Ma la nostra non è una proposta generazionale. Portiamo avanti i valori della nostra generazione, ma vogliamo costruire un partito che sappia parlare a tutti», dicono i presenti quasi fosse un mantra.
Fisco e il gruppo Gd sanno di avere davanti una bella salita da qui al primo di ottobre, data fissata per il congresso e sanno che Alice Bernardoni è la candidata forte. Ma giocano la partita, mettono l’accento «sull’energia nuova e sull’innovazione», toccano i temi di partito «perché il lavoro e i lavoratori continueranno a essere al centro del nostro dibattito» e non dimenticano le questioni locali «come Malpensa» e globali «quali l’emergenza climatica che resta una sfida anche per la nostra provincia visto quanto accaduto nelle settimane passate anche qui da noi».
Un PD diverso
Inoltre non risparmiano qualche critica allo status quo del Pd, «ma – dice subito Fisco – senza il bisogno di dover trovare responsabili, ma solo per volontà di risolvere i problemi. Perché sarebbe sbagliato dire che va tutto bene. Il Pd che non è più quello del 2008 e nemmeno quello del 2018 quando si è votata la segreteria uscente. In questi anni però, non tutto ha funzionato: abbiamo perso alcuni Comuni e gli iscritti sono diminuiti. Noi crediamo di poter mettere in campo le capacità per ridare slancio al partito, per allargare la comunità a chi non è iscritto, ma vota Pd».
Innovazione, apertura, ma anche comunicazione, come ha sottolineato Pierluigi Lucchina; coraggio di fare politica sul territorio e orgoglio di appartenere a un partito come ha detto Moffa. E necessità di costruire un rapporto più solido con gli amministratori e tra i vari circoli territoriale. Ma anche volontà di superare le divisioni che hanno caratterizzato il congresso nazionale e le correnti interne. «Io – ha detto Zambon – al nazionale ho sostenuto Elly Schlein e Fisco ha sostenuto Bonaccini, ma ora lavoriamo perché abbiamo la stessa visione per il Pd provinciale».
