MILANO – Una riunione per riflettere sulle paure e il clima di odio, per riportare al centro la riflessione sulla Shoah e staccarla dal conflitto tra Israele e Palestina, alla luce delle minacce e delle accuse scagliate contro la popolazione ebraica e i suoi “simboli”, per quanto accade a Gaza. E’ stato questo il cuore dell’incontro che si è tenuto ieri presso la Sinagoga di Milano, dove il rabbino di Milano Rav Alfonso Arbib ha avuto toni duri anche nei confronti di Papa Francesco.
“Credo sia necessario che si prenda atto del clima di odio, cosa che non è avvenuta completamente. Non stiamo esagerando, come mi hanno detto alcuni amici, credo ci sia davvero un clima pericoloso, in cui si sono rotti tabù e freni inibitori e in cui si può dire di tutto – ha detto Arbib – serve consapevolezza, un’azione educativa che è evidentemente fallita in questi anni, ma che dobbiamo portare avanti, e bisogna imparare a usare le parole, dobbiamo stare attenti perché fomentato il clima di odio. Non ci possiamo più permettere di usare la retorica”.
Inoltre la politica, secondo Arbib, “dovrebbe uscire dalla necessità di assecondare slogan, posizioni estremiste, dovrebbe volare un po’ più altro. Capisco non sia semplice – ha concluso – ma vedo una quantità di semplificazioni che stanno diventando pericolose”.
“Sull’indagine per genocidio a Gaza il Papa poteva risparmiarselo – ha proseguito il rabbino – alcuni interventi del Papa sono stati interventi sbagliati e credo che sia necessario avere un atteggiamento più equilibrato nei confronti della questione mediorientale. Siamo davanti a una tragedia che coinvolge tutti, bisogna lavorare per superare questa tragedia”. Infine ha concluso: “ nell’ultimo anno ci sono stati vari problemi, un problema di empatia soprattutto da parte dei vertici della Chiesa verso Israele e anche verso gli ostaggi, questo non vuol dire che non ne abbiano parlato o non abbiano chiesto la liberazione dei rapiti, ma mi aspettavo qualcosa di più: mi aspettavo una ribellione morale. Spero si sia capito che è stato un errore, che c’è stata una sottovalutazione della crescita dell’antigiudaismo, io spero che questo venga corretto, c’è la possibilità di farlo, sperso venga fatto”.
Gli insulti a Liliana Segre “una vergogna”
“È gravissimo, una vergogna che la senatrice Segre venga continuamente attaccata o togliendo i murales o con attacchi violenti. Su questo io sono molto determinato, bisogna indubbiamente condannare queste persone ma per farlo bisogna cambiare la legge, non al risarcimento danno di x mila euro che poi vanno tutti in beneficienza, no le condanne devono essere molto più dure”, ha detto Walker Meghnagi, che poi ha rivolto le sue parole all’Anpi, al cui incontro ha deciso di non partecipare. “Non voglio portare avanti questa polemiche, che è più una posizione netta della comunità ebraica. La ‘Giornata della Memoria’ per il popolo ebraico è molto importante, bisognerebbe parlare del ricordo delle vittime del nazifascimo. Se qualcuno in mezzo a questo dialogo e discussione parla di altre cose di Gaza e Israele non c’entra nulla. Vogliamo parlarne? Non c’è problema, siamo aperti a tutto. Se l’Anpi fa accuse e fa paragoni tra la Shoah e quello che purtroppo è successo a Israele e a Gaza questo non va bene”.
milano comunità ebraica – MALPENSA24
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