BUSTO ARSIZIO – Una maxi-tavolata con 140 ragazzi delle scuole alberghiere e degli istituti professionali della provincia di Varese per la festa di San Caracciolo, patrono dei cuochi. Un grande ritorno per la manifestazione organizzata dall’Associazione Provinciale Cuochi Varesini, che per la prima volta dopo gli anni del Covid ha ripristinato l’evento in cui vengono premiati i ragazzi più meritevoli delle scuole. Con un appello: «La bolla di Masterchef si è sgonfiata, ma quelli della ristorazione sono mestieri che offrono grandi opportunità».
Che colpo d’occhio

Tutti al ristorante pizzeria Capri di Busto Arsizio, come già quattro anni fa, per l’ultima edizione dell’iniziativa prima dello stop per la pandemia. Stavolta c’è stata qualche assenza di troppo tra gli istituti (Verri di Busto e Falcone di Gallarate, non pervenuti), ma l’entusiasmo in sala era palpabile, con 140 ragazzi dell’Istituto Prealpi e del Collegio Castelli di Saronno e del CFP di Varese radunati nel salone principale del ristorante di Gino Savino. In tutto sono state 40 le pergamene consegnate agli studenti che si sono distinti nel loro percorso didattico: sono loro i futuri chef, camerieri e pasticceri che andranno ad attuare un ricambio generazionale cruciale in un settore che vive un momento di sofferenza sul fronte del reperimento della manodopera specializzata.
«Un’opportunità, non solo una moda»
«La “bolla” di Masterchef si è sgonfiata e nelle scuole alberghiere ci sono meno iscrizioni rispetto al boom degli anni prima del Covid – fa notare Pier Damiano Simbula, presidente dell’Apcv – ma non era solo una moda, sono professioni di grande valore. Quelli della ristorazione sono mestieri richiestissimi, vere colonne portanti ospitalità italiana, che oltretutto permettono di fare carriera in tempi rapidi: si può diventare chef già a trent’anni. Ed è un lavoro che permette di girare il mondo, visto che la cucina e l’hotellerie italiana sono riconosciute ovunque». Insomma, dai Cuochi varesini si leva un appello a tornare a riempire i corsi professionali e le scuole alberghiere, perché «la manodopera scarseggia» e il settore apre le porte a grandi opportunità professionali: «Il cuoco è in cucina, non in tv – ricorda Simbula – le tecnologie hanno alleggerito molto il lavoro, ma sono mestieri che portano via tempo, i sabati e le domeniche. Ma siamo noi i re della convivialità. È vero, comporta sacrifici ma anche tante gratificazioni».
L’Apcv

A premiare i ragazzi c’era una nutrita delegazione dell’Apcv, con il presidente Pier Damiano Simbula, il segretario Roberto Boccatonda, il tesoriere Ketty Lentini, il vicepresidente Carlo Mazara e il consigliere Andrea Ballo. L’associazione dei Cuochi Varesini ha 140 soci in provincia: «Facciamo corsi di aggiornamento con nomi di altissimo livello della cucina italiana ma soprattutto cerchiamo di entrare nelle scuole per avvicinare i giovani e associarli – rivela il presidente Simbula – abbiamo degli istituti eccellenti, che preparano bene i ragazzi ma poi ci vuole sempre la “gavetta” per imparare il mestiere».
I premiati
Collegio Castelli Saronno: Tommaso Cozzi, Matilde Pizzetti, Alessandro Borroni
Istituto Prealpi Saronno: Omar Bouziani, Leila Giorgia Bronchi, Simone Murtas, Riccardo Siciliano, Gabriele Bardella, Alice Guzzetti
Cfp Varese: Micheal Laiola, Sofia Negrini, Gabriele Negro, Nicolò Mattia Sorte Fiscato, Natalia Condreanu, Andrea Bardelli, Aurora Barba, Giulia Priulia, Giada Attuario, Marco Lamera, Filippo Porro, Genny Peza, Gianluca Zaetta, Andrea De Laurentis, Matilde Castiglia, Margherita Lattivi, Karidja Diomande, Li Xu Jia, Gabriele Moroni, Mattia Venuti, Giada Aquilini, Angelica Pinton, Giulia Dattoli, Eleonora Ruffo, Alessia Ilardi, Emma Carrino, Gaia Molinari, Joel Serafini, Luca Rossi, Stefano Arena, Chantal Maroni.
