di Sarah Zambon
BUSTO ARSIZIO – L’affascinante tradizione dell’Acqua di San Giovanni rivive nella Patronale. Da qualche anno a questa parte, l’amministrazione comunale di Busto Arsizio si sta impegnando a fondo per recuperare le antiche tradizioni locali che rendono unico il suo territorio ed affondano le radici in un passato non sempre troppo lontano, ma che rischia comunque di andare perduto per sempre, se non salvaguardato e conservato. Per la patronale 2024, infatti, la vicesindaco ed assessore alla cultura, identità e sviluppo economico Manuela Maffioli ha pensato di coinvolgere una storica attività cittadina come Montalto Bio, che si occupa di erboristica e cosmesi naturale fin dal 1957, per far rivivere alla cittadinanza l’antico e misterioso rito della preparazione dell’acqua di San Giovanni.
Il significato profondo del rito

«Quando ero bambino», racconta Giuseppe Montalto (nella foto), «andavo con la mia mamma a raccogliere le piante selvatiche nei prati, sia per preparare minestre ed insalate, sia per poterle utilizzare nel laboratorio di cosmesi naturale fondato a Busto dalla mia famiglia: mi occupo da sempre delle straordinarie proprietà delle erbe spontanee che contribuiscono a mantenere l’armonia del corpo e dell’ambiente ed ogni anno, tra il 23 ed il 24 giugno, mi dedico a preparare l’acqua di San Giovanni. È nelle ore di questa notte particolare, infatti, che ha luogo il vero solstizio d’estate, un momento di grande trasformazione alchemica in cui, secondo le più antiche tradizioni, si muovono tutte le principali energie dell’Universo e si apre per gli iniziati la “Porta degli Uomini”, considerata uno dei due ingressi solstiziali della “Caverna Cosmica”. L’altro, la “porta degli Dei”, coincide invece con l’inizio dell’inverno».
Acqua “magica”
In base all’antica credenza popolare tramandata dal mondo contadino, lasciare in infusione in purissima acqua di fonte le erbe specificamente legate alla devozione per San Giovanni per tutta la notte precedente il giorno in cui viene venerato, permette di ottenere un liquido aromatizzato dalle grandi proprietà curative e rigeneranti per la pelle. Ponendo il contenitore sull’erba e lasciandolo esposto alla luce della luna, «l’acqua al suo interno assume una frequenza vibrazionale di purificazione e rinnovamento», spiega Montalto: per goderne i benefici, «solo ed esclusivamente il mattino dopo, la si può utilizzare per lavarsi il viso e il corpo». Tra le piante indicate per la preparazione di quest’acqua “magica” ci sono l’iperico, – non a caso chiamato anche “erba di San Giovanni” -, la lavanda, la ruta, l’artemisia, ma anche piante aromatiche come rosmarino e salvia.
Gli eventi per la Patronale
Chi volesse provare a preparare l’acqua di San Giovanni con l’aiuto di Giuseppe Montalto, può presentarsi in piazza Santa Maria alle 19.15 di domenica 23 giugno, portando con sé una boccia di vetro, possibilmente con chiusura ermetica, in modo da facilitarne il trasporto una volta riempita ed eventualmente qualche erba dal proprio giardino o orto. Montalto porterà l’acqua di fonte che raccoglierà nella zona di Gozzano e le altre piante necessarie per l’infusione. Un evento ad hoc per imparare a riconoscere le erbe spontanee si terrà domenica 23 giugno, dalle 9 alle 16 alla Cascinetta del Parco Alto Milanese, in via Olindo Guerrini 40 a Busto Arsizio: è stata organizzata una giornata di formazione per imparare a riconoscere le erbe spontanee, che sarà arricchita dalla suggestiva “Cerimonia del Tramando”: a guidare il pubblico in questo percorso di conoscenza della natura del territorio sarà Maria Soia Baldoni, la Sibilla delle Erbe. È consigliata la prenotazione via whatsapp, al numero 348 3607115.
Erbe, parole e musica per il solstizio d’estate
L’intenso e inedito programma legato al culto ancestrale del patrono di Busto Arsizio prenderà il via già sabato 22 giugno alle 18, nella Sala Monaco della Biblioteca Civica, dove la “Sibilla delle Erbe” Maria Soia Baldoni parlerà delle tradizioni erboristiche medievali legate a Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina vissuta tra il 1098 ed il 1179, autrice di un trattato enciclopedico che raccoglieva tutto il sapere medico e botanico del suo tempo. L’erborista e cosmetologo Giuseppe Montalto, invece, descriverà la millenaria tradizione delle erbe per la salute e la bellezza, mentre la scrittrice Andelone Curse racconterà il ruolo delle piante nella tormentata storia d’amore tra i personaggi danteschi Paolo e Francesca. Ad impreziosire ulteriormente la conferenza, interverrà la musicista Giustina Marta che con le melodie del suo flauto traverso darà vita ai “Canti delle Erbe Spontanee”: la talentuosa flautista, che tra gli altri ha collaborato anche con Morricone, sarà poi protagonista del concerto “Amor Sacro”, in programma domenica 23 giugno alle 18 nel Santuario di Santa Maria, prima della preparazione pubblica dell’acqua di San Giovanni, che verrà realizzata grazie anche alla preziosa collaborazione con la Cucina di Altamura, che fornirà il tavolo espositivo. Le composizioni musicali proposte in questa occasione hanno una caratteristica davvero unica: Giustina Marta, infatti, ha trasformato i nomi delle erbe, – elicriso, papavero, achillea, alloro, lavanda e origano -, in combinazioni matematiche traslitterate in musica. Nel programma di questo speciale concerto ad ingresso libero, anche le Ave Maria di Schubert e Gounod.
Erbari storici della Provincia di Varese
Per concludere questo straordinario appuntamento con la tradizione, lunedì 24 giugno, dalle 10 alle 12, l’Erboristeria Montalto di via Palestro 14 esporrà al pubblico gli storici Erbari della Provincia di Varese, composti da ben sette volumi realizzati da Filippo e Giulia Montalto e dal sacerdote Boni.
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