VARESE – Scende il costo della benzina e sale quello del diesel. Con l’ultima Legge di Bilancio, i prezzi dei carburanti hanno subìto un cambiamento sostanziale. Sulla base dei dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi nazionali al 7 gennaio hanno accentuato un divario tra i due carburanti più comuni: la benzina self service è scesa a 1,65 euro al litro, mentre quella servita al distributore è a quota 1,79. Il diesel, invece, si assesta a 1,67 euro al litro (self) e 1,80 (servito). E l’Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori (Unsic) lancia l’allarme: «Rischi per la filiera agroalimentare e il potere d’acquisto delle famiglie».
L’allarme di Unsic
Con il sorpasso tra i due carburanti, il diesel risulta ormai poco concorrenziale rispetto alla benzina. Tanto più che, nei primi giorni di gennaio, la seconda continua a scendere, mentre il primo a salire. «I maggiori costi porteranno all’aumento dei prezzi e rincari colpiranno anche i tanti cittadini che usano i mezzi diesel», l’allarme lanciato da Carlo Franzisi di Unsic. «L’aumento delle accise sul gasolio, in vigore dal primo gennaio, rischi di avere ripercussioni particolarmente negative per le aree interne e montane, con particolari rischi per la filiera agroalimentare e il potere d’acquisto delle famiglie». Di più: «Tanti cittadini hanno scelto di vivere nelle zone rurali e montane soprattutto per una questione di risparmio economico, l’aumento del gasolio comporta rischi significativi per aumenti consequenziali sulla produzione alimentare e dei beni primari, con ricadute sull’economia familiare». In sostanza «siamo fortemente penalizzati», continua Franzisi. E ancora: «Va ricordato che nel Mezzogiorno il trasporto pubblico è assai carente, nonostante siamo costretti a lunghi viaggi quotidiani a causa della frammentazione dei servizi. Sarebbe opportuno un intervento pubblico, perlomeno per calmierare questi disagi».
I costi
«Il sorpasso del gasolio è stato causato principalmente dal riallineamento delle accise, una misura prevista già dal Pnrr per motivi ambientali e di bilancio», spiegano da Unsic. «Ora, la riforma spinta dall’Unione Europea punta a ridurre i cosiddetti “Sad”». Nello specifico: «Il nuovo meccanismo prevede una compensazione diretta: per la benzina c’è una riduzione di 4,05 centesimi al litro sull’accisa, mentre la stessa cifra è caricata sul diesel». L’accisa, quindi, «risulta identica per entrambi i carburanti, pari a 67,26 centesimi al litro, un unicum in Europa per il gasolio, mentre per la benzina siamo all’ottavo posto tra i Paesi con il carico fiscale maggiore». Secondo le stime, «l’intervento avrà un impatto rilevante per le entrate dello Stato, con circa 600 milioni di euro previsti nel 2026 e un totale stimato di 3 miliardi di euro nel quadriennio 2026-2029».
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