La Liuc di Castellanza celebra i suoi 964 laureati col “collega” Giorgetti. «Aprite la mente»

CASTELLANZA – Giornata di festa per 964 laureati all’università Liuc: hanno sfilato uno ad uno sul palco allestito nel cortile di via Matteotti indossando toga e tocco, come da tradizione che torna alla normalità, di fronte a oltre 1500 persone. «È il vostro magnifico momento» li sprona il rettore Federico Visconti. «Dovete essere orgogliose e orgogliosi, dopo anni di aula (e di distance!), di studio e di esami». Ospite speciale di questa edizione il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, un illustre «collega», come lo ha presentato il presidente Riccardo Comerio. «Ho praticamente visto nascere questa università, è bello vederla crescere» le parole del ministro dal palco.

Le parole (e il silenzio) di Giorgetti

Abbottonatissimo con la stampa, che avrebbe voluto chiedergli di Malpensa (e del prospettato intervento per salvare l’espansione di Cargo City) e degli sbandamenti del governo alle prese con i casi Santanché e La Russa, il ministro Giancarlo Giorgetti si è seduto in prima fila a fianco del presidente di Confindustria Varese Roberto Grassi – che solo lunedì all’assemblea della ex Univa non era stato per niente tenero con il governo, in particolare proprio sul tema dell’aeroporto varesino – e al sindaco di Castellanza Mirella Cerini. Il ministro non ha rinunciato a salutare i neo-laureati dell’ateneo di Castellanza (almeno 500 presenti). «La formazione è fondamentale, in tempi di cambiamenti. Quello che avete appreso in questi anni probabilmente non vi servirà assolutamente a nulla per quel che riguarda il lavoro – la provocazione dell’esponente leghista – ma spero che vi aiuti in qualche modo ad avere la mente aperta, l’intelligenza non artificiale ma naturale, per capire i fenomeni che sono in evoluzione».

Le citazioni del Rettore

Nel suo discorso motivazionale, sempre prodigo di citazioni, il Rettore Federico Visconti è partito da Isaac Asimov per arrivare a Walt Disney e alla sua celebre “Tutti i sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di inseguirli”. Passando per Cetto Laqualunque, simbolo del «vuoto della retorica», ma anche per «l’impegno civile e l’etica professionale» di Giorgio Ambrosoli, l’«I care» di don Lorenzo Milani, la «leadership trasformativa» di Mosè, «l’uso del tempo» del Piccolo Principe, chiudendo con Beppe Severgnini, interista come Visconti e icona dell’«allenamento alla vita» in attesa del «magnifico momento». «Sei personaggi», per citare anche Luigi Pirandello, per «sei messaggi» da lasciare ai suoi laureati. «Avete inseguito e realizzato il sogno della laurea – la chiosa del Rettore – con la giusta dose di ambizione e di umiltà, di determinazione e di pazienza, ne inseguirete e realizzerete altri, ne sono certo. In bocca al lupo per il vostro futuro!».

Il presidente della “Cattaneo” Riccardo Comerio delinea invece «tre scenari di futuro» come Alumni Liuc: lo sport, la sostenibilità e la comunità. Tenendo conto che «la capacità di immaginare futuro sarà cruciale» e che l’esempio rimangono «gli imprenditori che trent’anni fa diedero vita a questa università, un progetto visionario». Destinato anch’esso a un futuro, forse altrettanto visionario, che si chiama Mill. Intervengono anche la rappresentante degli studenti nel CdA Giulia Rege e il presidente di Liuc Alumni Luca Cremona. Alla fine, tutti girati verso i familiari per il lancio del tocco verso il cielo che suggella la chiusura del percorso universitario.

I numeri

Sono 964 i laureati Liuc dell’anno accademico 2021/22. Tra questi, 144 hanno conseguito la votazione massima di 110 e lode. Rimane Economia l’indirizzo più gettonato alla “Carlo Cattaneo”: 233 laureati triennali in Economia aziendale e 520 laureati magistrali in Economia aziendale e Management. Sono invece 24 i laureati in Giurisprudenza, mentre l’indirizzo di Ingegneria gestionale ha “sfornato” 74 laureati triennali e 113 laureati magistrali.

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