LEGNANO – «Stiamo crescendo. E vogliamo continuare a farlo». Il presidente di Amga Pierluigi Arrara fa il punto sulle ambizioni soddisfatte e quelle a venire. Occasione, l’incontro di oggi, martedì 7 luglio, con la stampa, presenti i vertici al completo della multiutility legnanese (nella foto) proiettata su un territorio sempre più ampio. «Negli ultimi anni – ha esordito Arrara – abbiamo portato a termine una serie di operazioni che ci hanno fatto crescere molto. Ma Amga è ancora legata al territorio. Siamo arrivati a servire 15 comuni, di cui tre in provincia di Varese, comprendendo negli ultimi quattro anni Cornaredo, Castellanza e Solbiate Olona.
«Il 2025 è stato un anno positivo sia nei numeri che nei contenuti. Il fatturato è cresciuto dai 75 milioni di euro del 2923 ai 77 del 2024, agli 80 dell’anno scorso. Siamo una delle multiutility più importanti della città metropolitana e una delle società più importanti dell’Altomilanese. Contiamo 440 dipendenti e il nuovo socio CapHolding porterà la forza lavoro a 600, con una previsione di fatturato sopra i 100 milioni. Riteniamo di aver raggiunto risultati economici significativi mantenendo una pluralità di servizi. Vogliamo diventare una società sempre più attenta agli utenti, alle comunità, che diventano sempre più esigenti, e ai nostri lavoratori, mantenendo alta l’attenzione a salute e sicurezza e promuovendo programmi di welfare. Il piano industriale – aggiunge – prevede di superare l’anno prossimo i 500.000 abitanti: questo è l’obiettivo, come secondo player della città metropolitana».
Dai rifiuti al verde, all’energia
Il numero 1 di Amga ha quindi riassunto le politiche aziendali settore per settore.
Teleriscaldamento. Nel 2025 è stato installato un nuovo motore ed è proseguito l’allacciamento all’inceneritore di Borsano grazie ai fondi del governo che hanno sostituito quelli inizialmente previsti del Pnrr. «Recupereremo così il 40% del nostro fabbisogno di calore. Il progetto sarà operativo dal 2027, con un risparmio di 7 milioni di metri cubi di gas all’anno e una drastica riduzione nelle emissioni di Co2».
Verde urbano. «Come i rifiuti, è uno dei nostri “nervi scoperti” perché se qualcosa non funziona i cittadini se ne accorgono subito. È cambiata la filosofia: non solo tagli, sfalci e manutenzioni ma una gestione complessiva, dai giochi alle aree cimiteriali, dagli impianti di irrigazione alla mappatura anche in seguito agli eventi climatici estremi degli ultimi anni, per avere il quadro dello stato di salute delle alberature. Inizialmente a Legnano e Parabiago, il servizio è stato esteso a Canegrate, Arconate e Castellanza e oggi fattura 1,8 milioni all’anno».
Tributi comunali. La gestione avviata nel 2006 sempre con Legnano e Parabiago riguarda ora 11 comuni (ultimi arrivati Castellanza, Buscate, Arconate e Dairago) per 163.000 cittadini e 1,4 milioni di fatturato.
Aemme Linea Distribuzione (gas). «Seguiamo con attenzione gli sviluppi nella distribuzione, che corre il rischio di venire monopolizzata. Nel 2025 vi abbiamo investito 4,3 mln di euro (nel 2021 erano 2,3) per l’ammodernamento e il miglioramento della rete e, soprattutto, per sostituire i contatori tradizionali con quelli “intelligenti” leggibili da remoto: solo nel 2025 sono stati 10.800 (di cui 700 di nuove utenze)».
Energia. «Dipendiamo molto dal suo costo. In questi giorni abbiamo notizia di tanti blackout. Ma è un tema – insieme all’economia circolare, allo smaltimento dei rifiuti e a Neutalia – su cui non possiamo abdicare».
«Crescere, ma ancorati al territorio»

Come ha ribadito Alberto Garbarino, presidente di Aemme Linea Ambiente, «Amga ha sempre perseguito la logica di crescere. È in corso un fenomeno di aggregazione anche nel settore pubblico e dell’igiene urbana, per diverse ragioni: i costi aumentano e bisogna farli impattare meno sui costi del servizio; anche investire costa sempre di più: basti pensare che oggi un camion compattatore costa 260.000 euro; la complessità normativa; e il fatto che in Lombardia, per scelta della Regione, non esistono ancora Ato (gli Ambiti territoriali ottimali in cui i Comuni cooperano per gestire i servizi in modo efficiente ed economico, nda), quando accadrà, avere un’ampia copertura territoriale ci farà diventare un soggetto privilegiato».
Costituita nel 2009 con 8 comuni, 150 dipendenti e un fatturato di 14 milioni, «già allora era scritto che la strategia di Ala sarebbe stata crescere, come ha fatto in maniera graduale». Nel 2025 è arrivata a 19 comuni, ma dal 1° luglio di quest’anno ne conta 38, il doppio: è così passata da 300.000 a 462.000 abitanti serviti, da 139.000 tonnellate di rifiuti gestite a 210.000 stimate con un potenziamento di 370 dipendenti e 313 mezzi operativi. «La scommessa – riprende Garbarino – è aggregarsi mantenendo i presìdi territoriali (a Legnano, Gallarate, Magenta, Cornaredo, Gaggiano e Lainate) con un gestore di quel territorio a livello di personale, mezzi e servizi».
«Bene la tariffa puntuale»
Sull’introduzione della tariffa puntuale, Migliorini si dice soddisfatto. «Ce l’ha più del 50% del bacino attuale – osserva – e a Legnano ha portato a un più 5% di raccolta differenziata. Nel complesso, gli incrementi dei costi, rispetto a quelli dai carburanti al trattamento di alcune frazioni, sono stati più bassi che se non ci fosse stata. Certo, ci sono sacche in cui è più difficile intervenire su comportamenti individuali non conformi; in questi casi procediamo in collaborazione con le amministrazioni comunali a sanzioni, comunicazione e al ritiro dopo un’attività di verifica e il conseguente aggravio delle tariffe per i condomini inadempienti. Abbiamo intenzione di aumentare sia gli steward per informare che le sanzioni». Mentre Arrara non esclude sul lungo termine la possibilità di ridurre i costi per gli utenti. Ma avverte: «Preferisco reinvestire gli utili piuttosto che restituirli, con cali di tariffa irrisori per i singoli utenti. Semmai, ragioneremo sulla raccolta a domicilio quindicinale anziché settimanale per alcuni materiali».
E arriva il bilancio sostenibile
Ultima novità, il primo bilancio di sostenibilità dell’azienda. «Non è un obbligo normativo – rimarca Migliorini – ma una scelta per un’azienda che ha un forte impatto sul territorio, al fine di monitorare l’attività che svolgiamo e gli esiti. Riferito al 2025, è evidentemente un punto di partenza e non di arrivo». Come ha spiegato Gianluca Sarno, responsabile finanziario del gruppo, il bilancio sostenibile si concentra sugli impatti ambientali (in particolare per i consumi energetici, le emissioni di gas e l’effetto serra); sul piano sociale, il numero dipendenti, la loro copertura col CCNL, la formazione, gli incidenti e le categorie protette, oltre all’educazione ambientale nelle scuole; e per la governance su correttezza amministrativa, controllo interno, prevenzione della corruzione e trasparenza, ma anche rapporto di genere ed età dei dipendenti.
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