Lo sfogo del segretario comunale di Sumirago: “Io, messo alla gogna”

sumirago segretario comunale
Una seduta dell'assemblea civica di Sumirago

Egregio Direttore,
scrivo a Lei in merito all’articolo “Comune di Sumirago in affanno, manca personale. Il sindaco: via alle assunzioni” perché ho dovuto constatare, mio malgrado, che cotanto pezzo di inchiesta giornalistica (in odore di Pulizer, sono pronto a scommetterci), purtroppo non reca firma di alcuno, presumo per modestia, per cui mi è impossibile complimentarmi personalmente con l’autore del dossier scottante.
Oppure devo presumere che l’autore dell’inchiesta abbia preferito restar anonimo per tutelare le proprie fonti e continuare le approfondite indagini sul “caso Sumirago” col favore delle tenebre.
Aldilà dello scherzo, che passerà presumibilmente come scarsa considerazione e rispetto per il lavoro giornalistico (ma mi sento scusato, visto l’articolo, perché avete cominciato voi con le mancanze di rispetto), non posso non osservare che a scrivere un articolo con i “si dice”, con i virgolettati anonimi e consultando un blog dal libero accesso e magari dal libero insulto e senza alcun obbligo di riportare fatti veri, in fin dei conti siamo bravi tutti, senza neanche la necessità di doverci far chiamare “giornalisti”.
Basta un pc, una comoda poltrona nel proprio ufficio o nel salotto di casa, ed eccoci trasformati tutti in novelli Bob Woodward e Carl Bernstein pronti a gettare fasci di luce fra le profonde trame degli oscuri apparati amministrativi.
Il perché del mio insolente pernacchio alla libera stampa?
E’ presto detto: perché sono l’autore della presunta aggravante (ma aggravante di cosa?) della infausta situazione comunale: Il Segretario Comunale.
E, a riprova del discutibile metodo con cui l’articolo è stato confezionato (per non dire: copia/incolla del libero sfogo di anonimi cittadini, che avessero ragione o torto non è questione), nonché a riprova che è facile e comodo scrivere senza doversi scomodare a ricordarsi che, forse, nel giornalismo esistono concetti chiamati “contraddittorio, diritto di replica, verifica delle fonti etc.), Le faccio appena presente che il sottoscritto, per dire, a scavalco non è a Sumirago, bensì Sumirago è il comune titolare della propria convenzione di segreteria comunale pertanto, che siano pochi o molti gli altri Comuni presso i quali presto servizio, è noto (bastava informarsi), che il sottoscritto è presente a Sumirago il martedì, il mercoledì, il giovedì pomeriggio e sovente anche di sabato mattina (extra orario ed extra accordi, pensi un po’).
Come anche, bastava informarsi come ha fatto il sottoscritto, che ha anche chiesto al Sindaco di sondare direttamente il terreno, che ad oggi non risulta ai dipendenti dei settori interessati, cioè anagrafe e segreteria, alcuna richiesta di alcun cittadino che abbia mai voluto o cercato di parlare con il sottoscritto.
E sarebbe interessante sapere, e lo chiederei volentieri all’autore dell’articolo, chi sono e cosa volessero dirmi quei cittadini; non per il gusto per la delazione ma perché, da un lato, ogni richiesta di contatti per segnalazioni, lamentele, disservizi o altro è doverosa, legittima e merita attenzione e impegno da parte dei dipendenti comunali tutti, ma anche perché, visto che svolgo questo lavoro da diverso tempo e posso assicurarLe che sono rari i casi in cui alcun cittadino avesse voluto parlare direttamente con il sottoscritto, sarei davvero curioso di sapere se i cittadini sappiano davvero chi è e cosa fa il Segretario Comunale, tante volte frainteso come “il Segretario del Sindaco”.
Anche perché, e questo l’anonimo autore dovrebbe saperlo, al Comune di Sumirago c’è un’Amministrazione e c’è un Sindaco che riceve e risponde direttamente alle istanze e lamentele dei cittadini, ragion per cui mi risulta ancora più difficile ipotizzare che ad un cittadino possa venir in mente di rappresentare al sottoscritto, che Amministratore non è, quello che più agevolmente e più efficacemente potrebbe rappresentare direttamente al Sindaco che, a differenza del sottoscritto, vive a Sumirago e vive il Comune di certo con maggior frequenza e cognizione di causa dei problemi, delle esigenze, dei disservizi e delle lamentele.
Ma, arriviamo alla nota dolente, ragione cardine di questo sfogo insolente.
Vede, il sottoscritto si ritiene molto rispettoso del lavoro altrui, qualunque sia, e cerca come regola di vita di rispettare e non recar danno al prossimo, per quanto possibile.
Ma l’articolo mi suscita pensieri sgradevoli e commenti che è bene non esternare circa il metro utilizzato per dar prova di corretta applicazione della deontologia professionale.
Passi che si scriva un articolo di denuncia prendendo a prestito il pubblico sfogatoio di un blog spontaneo;
Passi l’utilizzo improprio del termine “disservizi” che in diritto amministrativo allarma gli addetti ai lavori perché pericolosamente adiacente al concetto di “interruzione di pubblico servizio”; ma addirittura scomodare il sottoscritto con un virgolettato anonimo (ma il mio lavoro è altro, le regole giornalistiche le lascio a Lei), e metterlo così all’indice del pubblico risentimento e della pubblica gogna, è davvero troppo.
Come si può scrivere un articolo riferendosi alla professionalità di una persona (sarei pronto a scommettere se, a bruciapelo, l’anonimo autore sapesse rispondere alla domanda “chi è e cosa fa il Segretario Comunale?) adducendo tali imprecisioni e scorrettezze tali da indurre il sottoscritto a riflettere se lo si stia danneggiando dal punto di vista professionale?
Il sottoscritto, in fin dei conti dipendente pro tempore del Comune di Sumirago, una volta ricevute segnalazioni e richieste, invece di dare risposte passerebbe la palla all’Amministrazione?
In buona sostanza quindi il sottoscritto sarebbe inadempiente ai propri doveri contrattuali e ai propri doveri di pubblico dipendente e di pubblico ufficiale e, semplicemente, giocherebbe a nascondino in Comune e passerebbe il tempo a girarsi i pollici scaricando i propri doveri sull’Amministrazione?
Ma c’è di peggio. L’articolo induce a pensare che l’Amministrazione, addirittura, nel secondo round del gioco a scaricabarile, risponderebbe ai cittadini dando la colpa al Segretario Comunale?
Ma colpa di cosa?
Quindi, continuando il gioco delle deduzioni, il sottoscritto sarebbe anche inviso all’Amministrazione Comunale?
Ma Lei si rende conto che il sottoscritto lavora con le Amministrazioni, lavora o ha lavorato a stretto contatto con una moltitudine di Sindaci della Provincia di Varese; viene addirittura scelto, nominato direttamente dal Sindaco in persona, il quale sceglie liberamente e discrezionalmente il Segretario Comunale che vuole dalla rosa degli iscritti all’Albo Regionale dei Segretari Comunali e Provinciali tenuto presso la Prefettura di Milano, e l’articolo dice apertamente e spensieratamente che il sottoscritto invece è quasi un imboscato che se ne infischia del proprio lavoro e crea disagi all’Amministrazione e al Sindaco del Comune di Sumirago la quale, Le faccio anche quest’altra rilevazione, ha ottenuto la presenza del sottoscritto quale titolare all’esito di una lunga trattativa con gli altri Comuni e dovendo aspettare che il sottoscritto si decidesse a lasciare volontariamente un altro Comune per poter aver il tempo di assumere la titolarità del Comune di Sumirago.
Come pensa che potrebbero reagire, alla lettura dell’articolo, sia i Sindaci che già mi conoscono sia quelli che non mi conoscono, e che domani potrebbero scegliere altra persona e lasciarmi a casa perché hanno appreso che “il Segretario Comunale che lavora a Sumirago se ne infischia dei disservizi e dice ai cittadini di parlare con l’Amministrazione”?
Io non credo che l’autore dell’articolo, viste le doti di analisi di cui ha dato sfoggio, abbia anche lontanamente capito cosa stava per scrivere, per questo al sottoscritto non resta che rivolgersi a Lei, quale Direttore Responsabile.
Le chiedo, quindi: cosa vogliamo fare?
Mi dica, sono sufficientemente paziente ed aperto a qualsiasi suggerimento, a patto che al mio disagio e alla mia immagine compromessa presso il Comune di Sumirago e gli altri 4 Comuni della convenzione di segreteria comunale (Castronno, Caronno Varesino, Mornago e Casale Litta) nonché presso i Comuni nei quali svolgo occasionali incarichi di reggenza, sia posto riparo da parte Sua.
Io domani e dopo con quei Sindaci continuerò a lavorare e dovrò guardarli negli occhi e, Le assicuro, poiché loro sanno chi è il Segretario Comunale a Sumirago, non sarà piacevole dover pensare che forse, in mente loro, si sia instillato il pensiero che il sottoscritto è un imboscato che non risponde al telefono e mette a disagio le Amministrazioni nei confronti dei propri cittadini.
In fin dei conti, anche badando al sodo, il mio lavoro è questo e se i Sindaci non mi chiamano più dovrò chiedere il sostentamento al Suo giornale?
Mi spiace, adesso la palla passa a Lei, e spero vivamente che Lei sappia trovare il modo corretto di trovare un rimedio, altrimenti il sottoscritto dovrà valutare che la prossima comunicazione non arriverà direttamente ma arriverà da un legale.
Restando in attesa, la saluto e mi presento:

Dott. Francesco De Paolo
Segretario Generale

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Carissimo De Paolo,
il suo enciclopedico sfogone non fa altro che confermare come sia complicato rapportarsi con Lei. Mi scusi, ma ciò che ci hanno raccontato (alle nostre fonti garantiamo l’anonimato per evitare loro conseguenze da parte di dirigenti pubblici in cerca di rivalse) corrisponde al vero: il fatto che il Comune sia in affanno per mancanza di personale ci è stato poi confermato dal sindaco Yvonne Beccegato, e l’abbiamo scritto. Non vorremmo che la situazione di Villa Molino sia davvero aggravata anche da altri fattori, o persone, che, sollecitate dall’ego, si permettono di ironizzare in modo gratuito e offensivo sul lavoro degli altri. Sgarbati di talento che si chiamano fuori pur essendo coinvolti. Cordiali saluti.

Vincenzo Coronetti

sumirago segretario comunale – MALPENSA24