Corruzione a Lonate, l’Appello bis ribalta tutto: Liccati assolta da ogni accusa

LONATE POZZOLO – «Sono molto felice. E’la fine di un incubo». E’ misurato il commento di Orietta Liccati subito dopo l’assoluzione con la formula più ampia “per non aver commesso il fatto” pronunciata dai giudici del Tribunale di Milano. «Finalmente hanno letto le carte», aggiunge l’avvocato Carlo Alberto Cova che la assiste da sempre e che l’ha difesa anche durante l’Appello bis chiusosi oggi, lunedì 15 dicembre, dopo l’annullamento con rinvio da parte della Cassazione della sentenza di secondo grado che confermava per Liccati la condanna a tre anni inflitta dal Tribunale di Busto Arsizio.

Le accuse

Liccati era stata coinvolta con il compagno ed ex sindaco di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta nell’indagine che nel 2017 portò all’arresto dell’allora primo cittadino. Lei, in quel periodo ricopriva il ruolo di assessore all’Urbanistica per Forza Italia a Gallarate.  Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero fatto parte di un ampio sistema corruttivo che avrebbe visto l’ex primo cittadino di Lonate Pozzolo ricoprire un ruolo apicale. Un sistema che mirava anche a favorire in ambito urbanistico l’attività del fratello dell’ex primo cittadino, Fulvio Rivolta, a sua volta indagato nel 2017, quale titolare dello studio Proget.

L’attacco della difesa

La posizione di Liccati, in realtà, da subito era apparsa molto sfumata in seno all’indagine. L’architetto aveva sempre respinto le accuse. Secondo l’accusa l’imputata avrebbe percepito una mazzetta da 3mila euro. L’avvocato Carlo Alberto Cova, difensore della donna, ha sempre sostenuto che in realtà quei soldi altro non erano che il legittimo compenso per un lavoro davvero svolto dalla professionista. La Procura Generale aveva chiesto la conferma della condanna.

Assolta per non aver commesso il fatto

All’attacco, invece, l’avvocato Cova che aveva aperto la discussione con una domanda decisamente di sostanza: perché le dichiarazioni di Danilo Rivolta sono state considerate credibili quando hanno portato ad inchieste che hanno coinvolto 300 persone e non lo sono quando invece raccontano dell’estraneità ai fatti di Liccati? Va ricordato che dopo l’arresto Rivolta fece dichiarazioni agli inquirenti dalle quali partirono due delle principali inchieste in provincia di Varese, e non solo, degli ultimi anni: Krimisa, che svelò i legami tra ‘ndrangheta e politica nel Varesotto, e Mensa dei Poveri, che portò all’arresto del plenipotenziaria di Forza Italia dell’epoca Nino Caianiello. In quei frangenti le parole di Rivolta furono giudicate attendibili, per quanto riguarda Liccati no. Perché? «Rivolta o è credibile sempre, oppure non è credibile mai». E oggi per l’architetto è arrivata l’assoluzione con formula piena.

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