Lonate, saltano 13 capi di imputazione: il boss De Castro condannato a 2 anni

inchiesta tangenti primo mese

LONATE POZZOLO – Saltano 13 dei 15 capi di imputazione: il “boss” Emanuele De Castro condannato a due anni in sede di rito abbreviato. La sentenza pronunciata oggi, lunedì 13 maggio, nel pomeriggio dal gup Giuseppe Limongelli. L’accusa aveva chiesto una condanna a 5 anni 1 mese e 10 giorni. Per i difensori, gli avvocati Francesca Cramis e Federico Margaritti, è di fatto una vittoria. Salvatore De Castro, figlio del “boss”, anche lui coinvolto nell’inchiesta aveva già patteggiato a un anno e 8 mesi. E’ andata male invece per i presunti “cavallini” che a Lonate spacciavano in modo indipendente: qualcuno ha chiesto di patteggiare, altri sono già stati condannati con pene sino a sei anni.

Condanne sino a sei anni per i piccoli pusher

L’operazione Atlantic si era chiusa lo scorso ottobre con una pioggia di arresti. Il quadro tratteggiato dal procuratore aggiunto di Busto Arsizio Giuseppe D’Amico aveva portato all’esecuzione di 15 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip di Busto Patrizia Nobile al termine dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero bustocco (oggi in servizio a Milano) Rosaria Stagnaro.  Nel luglio 2017 i militari di Busto erano intervenuti a Lonate Pozzolo su richiesta dei famigliari di un giovane residente in paese sparito nel nulla. Il ragazzo era stato trovato in un cascinale abbandonato non lontano da casa: il giovane minacciava di togliersi la vita. I militari lo avevano convinto a fermarsi e il ragazzo spiegò di essere vittima di un tentativo di estorsione da parte di uno dei pusher coinvolti. Da lì i militari hanno ricostruito tutto. Arrivando dritti al bar Atlantic di Lonate (che oggi ha completamente cambiato gestione e non ha più nulla a che vedere con la vicenda, i titolari sono specchiati) da dove il figlio di De Castro (che ha patteggiato a un anno e 8 mesi appunto) gestiva gli affari. In paese c’era un sistema di spacciatori indipendenti, stando agli inquirenti, che vendevano droga con la benedizione del boss. Senza mai pestare i piedi alla famiglia. Ovvero al “boss” Emanuele De Castro già condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso, coinvolto nelle operazioni Bad Boys e Infinito, luogotenente di Vincenzo Rispoli a capo della locale Legnano-Lonate.  Per De Castro padre, però, molte delle accuse sono cadute: sono rimasti in piedi solo due capi di imputazione. La procura presenterà di certo ricorso.

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