LONATE POZZOLO – Prevenire, ma soprattutto combattere l’usura e il racket delle estorsioni. La lotta alla ‘ndrangheta e a tutte le forme di criminalità organizzata resta una priorità per Lonate Pozzolo. Ecco perché l’amministrazione del sindaco Nadia Rosa ha deciso di avviare una collaborazione con Sos Italia Libera, associazione fondata dall’imprenditore lombardo Paolo Bocedi che da sempre si occupa – tra le altre iniziative – di raccogliere le denunce delle vittime di mafia e di offrire assistenza legale e psicologica gratuita.
Gli obiettivi
È quanto emerso dalla consulta per la legalità di ieri, 13 ottobre. Al fianco delle istituzioni locali erano presenti alcuni rappresentanti dell’associazione – iscritta come sede principale alla prefettura di Varese, oltre che nel registro delle realtà associative riconosciute al ministero dell’Interno – che si occupa di iniziative a contrasto del racket e dell’usura tramite campagne di sensibilizzazione. «Hanno proposto una collaborazione con il Comune», racconta a margine il primo cittadino. «Iniziativa che portano avanti anche altrove». Obiettivo: «Essere un punto di riferimento per le vittime, affiancandole e aiutandole». I volontari – tra cui i presenti in sala – di Sos Italia Libera hanno vissuto in prima persona il dramma di pressioni ed estorsioni. Lo stesso Bocedi nel 1992 ha subito un attentato di stampo mafioso a Milano. Da allora vive scortato dai carabinieri, diventando uno dei primi imprenditori in Lombardia a ribellarsi al sistema criminale. Il primo contatto del presidente dell’associazione con il Comune di Lonate è avvenuto in occasione della marcia della legalità del 2019.
Affidarsi a Sos Italia Libera
I presenti di Sos Italia Libera hanno raccontato la loro esperienza. «Momenti in cui si sono sentiti soli, hanno avuto paura», racconta Rosa. Per questo «il primo scopo dell’associazione è dare un supporto morale alle persone che hanno vissuto quelle pressioni, indicare una strada da percorrere o una procedura per uscirne». Da qui, la volontà di sottoscrivere un protocollo col Comune: «Noi ci impegniamo a sensibilizzare sull’esistenza di questa realtà, magari coinvolgendo anche le scuole con incontri di prevenzione». Ma anche per «aiutare a far capire come combattere e difendersi da queste situazioni».
Unire le forze
Un’occasione che Lonate vuole cogliere al volo. «Siamo assolutamente favorevoli a procedere con questa collaborazione», dice il sindaco. «Lonate, purtroppo, ha la fama di avere avuto qualche problema in merito a questo tema, quindi unire le forze con Sos Italia Libera ci viene naturale: lavoriamo per lo stesso motivo». E conclude: «Ovviamente non ha un costo per il Comune, così come non ha un costo per chiunque voglia rivolgersi all’associazione. Sono volontari. Ma succede che persone si spaccino per loro, chiedendo un compenso: non è così».
Le collaborazioni di Lonate

Nel frattempo, ha preso il via anche la collaborazione con la cooperativa sociale “La valle d’Ezechiele”. Si tratta di un progetto coordinato dal cappellano del carcere di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi, che punta a reinserire nel mondo del lavoro e della società le persone che hanno scontato la propria pena nella casa circondariale. Tra le possibili attività per cominciare un nuovo percorso c’è anche la digitalizzazione degli archivi e delle pratiche edilizie. «Noi abbiamo questa esigenza, quindi abbiamo voluto trovare una soluzione per collaborare insieme alla cooperativa», spiega Rosa. Anche perché, fa notare il sindaco, «la percentuale di casi recidivi di chi ha iniziato il reinserimento nel mondo del lavoro con la cooperativa di don David è dello 0%. Quindi è un progetto importante, un’occasione da non perdere anche per il Comune».
