Lonate vuole uscire dall’Unione, Forza Italia rilancia: «Fondiamoci con Ferno»

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LONATE POZZOLO – «Siamo di fronte a uno strumento che non funziona. E che soprattutto non ha più la capacità di funzionare: occorre prendere una decisione senza nascondere la testa sotto la sabbia, dietro dichiarazioni che hanno il sapore della sola propaganda». Con un atto di indirizzo, il sindaco di Lonate Pozzolo, Nadia Rosa, ha ribadito durante il consiglio comunale di lunedì sera, 21 dicembre, la posizione dell’amministrazione sul futuro dell’Unione con il Comune di Ferno. «Le condizioni sono cambiate con il tempo – ha sottolineato il primo cittadino – e la situazione di vent’anni fa non è minimamente paragonabile a quella attuale». Si è parlato di spese e introiti, oltre che di gestione di servizi e funzioni. Tutti step che nel corso degli anni hanno preso una piega sempre meno vantaggiosa, portando a quello che sembra essere un divorzio ormai certo. Ma se per la maggioranza «non ha senso mantenere una macchina non funzionante», per l’opposizione la musica è ben diversa. Anzi, i vari esponenti di centrodestra si sono decisamente mostrati contrari alla separazione. Accusando, inoltre, la squadra Rosa di poca trasparenza. Così Mauro Andreoli: «Non posso esprimermi a favore: la minoranza non ha ricevuto niente che la mettesse a conoscenza dei progetti. Chiedo di vedere i documenti, altrimenti ci prendete in giro». Sulla stessa linea Ausilia Angelino, che ha aggiunto: «In questo momento abbiamo bisogno dell’Unione, valutiamo bene il quadro economico, perché ha sempre portato benefici».

«Incapaci di gestire la situazione»

Durante la seduta è stato presentato solo un atto di indirizzo, «per dare ancora più peso a una scelta che verrà concretizzata in un prossimo consiglio comunale, con la delibera vera e propria di recesso unilaterale dall’Unione», ha precisato Rosa. Ma i toni si sono comunque scaldati fin da subito. Il primo a prendere parola è stato Andreoli: «Si parla di un’attenta analisi di valutazione che però non è stata condivisa in consiglio con le minoranze. Voi chiedete di esprimerci su documenti che noi non conosciamo». A partire dalla convenzione che Lonate ha proposto a Ferno per la gestione associata del servizio di polizia locale. In ogni caso «io non sono per un’Unione immobile», ha specificato Andreoli, tanto che ha confessato che se si proponesse una fusione fra i due Comuni «sarei favorevole». Un modo per specificare che «l’Unione è cambiata nel tempo e può ancora adattarsi a nuove condizioni». Ha espresso la sua opinione – «molto contraria» – anche Angelino: «Negli ultimi dieci anni il bilancio dell’Ente è sempre stato positivo, grazie alle multe di Malpensa. Le entrate coprono le spese, questa è la verità. Se ci sono delle carte che dicono che l’Unione è in perdita, allora sto zitta. Ma in questo momento non è vero: state dicendo bugie». E ancora: «I cittadini – ha detto Angelino – andranno contro spese folli se ci separeremo da Ferno. E questo non si può fare. Propongo di analizzare meglio la situazione: che tutti si prendano la responsabilità di quello che sarà il futuro di Lonate». Ha poi accennato alla mancanza di condivisione da parte dell’amministrazione: «Non si può arrivare in aula con un atto di indirizzo, solo per metterci al corrente di qualcosa che tanto poi andrà deliberata in consiglio: non è corretto». Tutti d’accordo, quindi, tra le fila della minoranza, compreso Michele Rusconi (Grande Nord) e l’indipendente Claudia Fraccaro, che, alle idee recentemente espresse, ha aggiunto: «Ci sono dei costi da affrontare con l’Unione, ma bisogna rischiare e investire. Se negli anni passati ci sono stati dei profitti, allora bisogna andare avanti e migliorare la qualità servizio». Con una frecciata rivolta alla maggioranza: «L’obiettivo era la fusione tra Comuni. Se per voi non è possibile andare avanti, meglio che cambiate lavoro: siete incapaci di gestire la situazione».

Si punta alla convenzione

Alle varie osservazioni, ha replicato direttamente il primo cittadino: «L’Unione è un ente locale, non una società: non ci sono azionisti e non c’è distribuzione di utili». Un modo per spiegare che «non è possibile dire che dia profitti». Anche le entrate dalle sanzioni «hanno dei vincoli nelle destinazioni». E se si prendono gli incassi delle multe, ha aggiunto Rosa, «non bastano nemmeno per il personale». Che è poi un altro dei problemi messi in evidenza durante la seduta, vista la carenza di persone che possano gestire «la mole di sanzioni da Malpensa». Da qui, chiarimenti sulle normative («che peraltro continuano a cambiare») delle assunzioni dei dipendenti pubblici, tra cui i vigili. «Bisogna rispettare i limiti di spesa, oltre ai conteggi di legge per stabilire il fabbisogno del personale e il numero di persone che si possono assumere». Sono solo alcuni dei motivi sui cui fa leva l’amministrazione per la separazione. Resta però la proposta di una «convenzione per la gestione associata del servizio di polizia locale». Ma per il momento Ferno non sembra essere interessata. E anzi continua sulla via del rilancio dell’Unione. Ma senza papabili idee, secondo la giunta Rosa: «Mancano solide basi e prospettive economiche di sostentamento, nonché un’esemplificazione concreta di quanto si intende porre in essere». Insomma, «si sta parlando del nulla e di una dichiarazione d’intenti non perseguibile». Per Lonate, questo nuovo patto snellirebbe la gestione della polizia locale, ora «appesantita da tutti gli adempimenti di un ente locale». Conclude così Rosa: «Sarebbe possibile collaborare senza avere il peso della burocrazia comunale che fa da freno. Se però non c’è la volontà di discutere soluzioni alternative, si prenderanno le opportune decisioni».

Lonate fa sul serio: pronto il divorzio da Ferno

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