MALPENSA – All’alba di oggi, 10 maggio, è tornata operativa la pista 35L di Aeroporto di Milano Malpensa, rimasta chiusa per quasi due mesi per un maxi intervento di riqualificazione infrastrutturale. Con la riapertura della pista sinistra riprendono anche i decolli verso nord-ovest, sospesi durante il periodo dei lavori per consentire l’operatività dello scalo con una sola pista attiva.
Cantiere in pista
Si chiude così un cantiere partito a marzo e portato avanti rispettando il cronoprogramma annunciato da Sea. Un intervento definito strategico per il futuro dell’aeroporto, sia dal punto di vista operativo sia ambientale, che ha comportato un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro.
I numeri del cantiere raccontano la portata dell’opera: circa 300 persone e 300 mezzi impegnati in un lavoro che ha interessato una pista lunga 4 chilometri e larga 60 metri, equivalente – come spiegato dai tecnici Sea – a quaranta campi da calcio messi in fila. Non si è trattato di una semplice asfaltatura superficiale, ma di un rifacimento profondo fino a circa 70 centimetri, pensato per garantire una durata dell’infrastruttura di almeno vent’anni.
La particolarità dell’intervento è stata soprattutto legata alla necessità di mantenere aperto l’aeroporto durante i lavori. A differenza di quanto avvenuto a Linate nel 2019, quando lo scalo venne completamente chiuso per il rifacimento della pista, a Malpensa le operazioni sono proseguite regolarmente grazie all’utilizzo della pista 35R. Una situazione però complessa dal punto di vista logistico, perché la 35L si trova tra il Terminal 1 e la pista destra, rendendo necessario attraversare continuamente l’area di cantiere e organizzare le lavorazioni per fasi.
L’operatività dello scalo
Nonostante questo, l’operatività dello scalo ha retto. Durante il periodo dei lavori Malpensa ha gestito circa 530 movimenti giornalieri contro una media di 590, con una riduzione contenuta intorno al 10%.
Accanto all’aspetto infrastrutturale, grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica. Tutto il materiale demolito è stato riciclato e riutilizzato nella produzione dei nuovi conglomerati bituminosi e dei misti cementati. Inoltre gli impianti di produzione sono stati installati direttamente a bordo pista, limitando gli spostamenti dei mezzi e riducendo così le emissioni legate al cantiere.
L’intervento ha riguardato anche il completo rifacimento degli aiuti visivi luminosi della pista, con la sostituzione dei vecchi sistemi alogeni con nuove tecnologie a Led dotate di monitoraggio avanzato. Parallelamente è stato aggiornato anche il sistema di smaltimento delle acque, nell’ambito del piano di resilienza dello scalo e degli obiettivi europei di efficientamento ambientale.
Malpensa, il rumore degli aerei irrita Casorate. Cassani: «Ma basta allarmismi»
